venerdì 29 agosto 2025

Il viaggio di Rilke a Firenze e l'amore per Lou Salomè - "Pegaso": recensione di Silvia Ranzi al libro di Roberto Mosi



 

ROBERTO MOSI

IL DIARIO FIORENTINO di RAINER M. RILKE per LOU SALOME’

“Esco piu’ tardi dalla Cattedrale,/ il crepuscolo è sceso sopra l’Arno/ mi sento lieve, a poco a poco stanco/ e mi dipingo Dio sull’oro…” (18 aprile 1898)  

Roberto Mosi è un originale poeta del milieu fiorentino, scrittore di narrativa e fotografo che ha all’attivo una vasta ed originale produzione letteraria ed artistica, coronata da riconoscimenti della Critica e Premi significativi, con innumerevoli pubblicazioni che attestano la versatilità dei motivi ispirativi enucleati nella dialettica tra passato e presente, sublimando temi e  personaggi rivisitati dal suo estro  raffinato attraverso ricerche liriche, studi puntuali legati alla cultura storica e mitica del territorio Toscano.

Reduce da recenti presentazioni del romanzo storico “Tre Principesse francesi a Firenze - Silvia Boucout e le sorelle di Napoleone”, ci offre con lo stesso Angelo Pontecorboli Editore, un altro saggio documentaristico che raccoglie gli appunti di viaggio del giovane poeta, scrittore e drammaturgo austriaco di origine boema (Praga, 1875 - Montreux, Svizzera 1926), scritti per l’amata Lou Salomè, musa e sostenitrice del suo talento, durante i soggiorni aprile - maggio 1898 a Firenze e Viareggio all’età di 22 anni.

Nel 1896 aveva conosciuto a Monaco la “Florida biondina di 36 anni” dalla vita avventurosa che contribuisce alla sua formazione culturale ed esistenziale, avvicinandolo alla filosofia di Nietzsche e alla Psicanalisi di Freud.  Dopo un faticoso viaggio, giunge nella città del Giglio e dimora al 3° piano della Pensione Benoit sul Lungarno Serristori al n.13, riva sinistra dell’Arno, e appena arrivato gode della panoramica che si offre al suo sguardo, visitando al crepuscolo il cuore monumentale di Firenze. Nel Diario si coglie anche il fascino per l’esplorazione paesaggistica  delle località  dell’anello collinare con le località che circondano la piana sovrastata dalla Cupola del Brunelleschi: la Certosa del Galluzzo, Settignano, S. Miniato, le frazioni di  Rovezzano, Maiano  e giungere a Fiesole, alle cui pendici, coperte di rose, si incontrano le tenere fanciulle che ricordano le Madonne fiorentine lavorate nel candido marmo di artefici quali  Desiderio da Settignano, Bernardo Rossellino, Benedetto da Maiano, per passare alla policromia delle terrecotte invetriate della Bottega fiorentina dei Della Robbia. L’ammirazione per il Rinascimento Fiorentino conosce in Rilke una definizione personale che lo induce a designarla “Stagione della Primavera” - Fra Angelico, Benozzo Gozzoli, Fra Bartolomeo, Sandro Botticelli - confrontandola con l’avvento della linea floreale della “Stagione estiva” dello Jugendstil  a Monaco, quale versante tedesco dell’allora emergente Movimento Europeo dell’Art Nouveau.

Le poesie d’amore per l’amata Salomè, (“Libro d’ore”), erano state composte fin dal 1897 e proseguono in Toscana  nella tappa a maggio 1898 “ Fuga selvaggia  a Viareggio”, dove sperimenta la  freschezza multisensoriale dei litorali e del mare, l’intimità naturalistica delle pinete, l’incontro con le fanciulle che cantano nei vicoli, per immergersi nel clima culturale della Stazione balneare frequentata dalla Famiglia Reale italiana, nobili e borghesi e dai personaggi illustri dell’epoca come G. d’Annunzio, Eleonora Duse, G. Puccini, L. Pirandello,  e G. Chini.

Il poeta termina il diario a Zopot sulle rive del Mar Baltico, dove si rende conto che l’amore non corrisposto  dall’amata si trasforma nel ritrovare in lei l’ideale di una vocazione alla scrivere che si consolida nell’età matura in un dialogo serrato con presenze Angelicate, creature irruenti dell’invisibile nel visibile, dettate da un verseggiare evocativo  tra materia e spirito di una religiosità terrena nel brivido carnale della mortalità, nel timore dell’insondabile e dell’effimero, per chiedere beatitudine nella mistica cosmica della direzione del cuore, secondo andamenti metaforici dall’incedere simbolico:  paradigmatiche le opere di Rilke quali “Elegie Duinesi”,  “I sonetti ad Orfeo” e “I Quaderni di Malte Laurids Brigge”. 

                                                  SILVIA RANZI










lunedì 25 agosto 2025

Il parco RespirArt del Latemar, Dolomiti, il parco d'arte più alto d'Europa // RespirArt Latemar Park, der höchstgelegene Kunstpark Europas

Il nodo delle streghe

Il parco RespirArt del Latemar, Dolomiti, il parco d'arte più alto d'Europa // RespirArt Latemar Park, der höchstgelegene Kunstpark Europas



Conversazioni virtuali


                                                                                                           Valanga di sfere di pensieri

Vista del Piz Boè

RespirArt Latemar Park, der höchstgelegene Kunstpark Europas


Esplosione di immagini





L' Arca acchiappanuvole



                      Rifugio la Trama
                                   

















 

Vittoria finale delle donne sul Patriarcato? Incontro (fotografico) sorprendente a Pampeago, Latemar (Dolomiti) // A final victory for women over the Patriarchate? A surprising (photographic) encounter in Pampeago, Latemar (Dolomites).




Vittoria finale delle donne sul Patriarcato? Incontro (fotografico) sorprendente a Pampeago, Latemar (Dolomiti)

                             PAMPEAGO, wc

Prima foto a sinistra


                                                                Descrizione
                      Meraviglia

                                   Arbitro, con metro

Reporter. Meraviglia




         Festa di Pampeago

Banda











giovedì 14 agosto 2025

18 setts. ore 17 Umberto Zanarelli: musical commentary. The flower diary of Rainer M. Rilke by Lou Salomé, Pontecorboli - Roberto Mosi: reciting voice. 9th meeting /18 sett. ore 17 Umberto Zanarelli: commento musicale:"Il diario fiorentino di Rainer M. Rilke per Lou Salomé", Pontecorboli - Roberto Mosi: voce recitante - Nono Incontro







1 - Impressioni musicali dopo la lettura di "Orfeo in Fonte Santa" di Roberto Mosi - Museo CAD Firenze 7 ottobre 2019

https://poesia3002.blogspot.com/2019/11/impressioni-musicali-dopo-la-lettura-di.html

Orfeo” e il dialogo fra poesia e pianoforte

Serata affascinante e partecipata lunedì 7 ottobre al Museo Amalia Duprè CAD, a Firenze in via degli Artisti. L’invito all’evento riportava il titolo: “Impressioni musicali dopo una lettura di: Roberto Mosi “Orfeo in Fonte Santa” – Giuliano Ladolfi Editore / Roberto Mosi: voce recitante / Umberto Zanarelli: al pianoforte”.

"Orfeo in Fonte Santa" - Concerto di Umberto Zanarelli - Museo CAD Firenze - 30 maggio

https://poesia3002.blogspot.com/2019/05/blog-post.html

Musiche Liszt, Handel, Gluck,  Ciaikovski, Wagner

 


2 - “Sinfonia per San Salvi- Variazioni per musica e voci” - Umberto Zanarelli al pianoforte

http://www.robertomosi.it/2024/02/sinfonia-per-san-salvi-variazioni-per-musica-e-voci-umberto-zanarelli-al-pianoforte/

abato 3 febbraio è stato presentato e commentato anche musicalmente il libro Sinfonia per San Salvi - Variazioni per parole musica, Edizioni Il Foglio, con l’interpretazione di Nicoletta Manetti e di Roberto Mosi e la musica al pianoforte di Umberto Zanarelli. I movimenti - o tempi - di una sinfonia classica sono, come è noto, quattro, come quattro sono quelli che dividono il testo presentato al Circolo degli Artisti “Casa di Dante” offrendo quattro visioni della Terra, così articolate:

 


 

3 - "Sorella Acqua" - Il concerto del pianista Zanarelli, la poesia di Roberto Mosi

https://poesia3002.blogspot.com/2020/02/sorella-acqua-il-concerto-del-pianista.html

Prosegue fino al 20 febbraio la Mostra “Sorella Acqua” al Circolo degli Artisti “Casa di Dante, Firenze, che è stata inaugurata l’8 febbraio scorso. Una ripresa video a cura del Circolo illustra questo evento (indirizzo: https://www.facebook.com/circoloartisticasadante/videos/498641360824867/ ).

Nell’ambito della Mostra, sabato 15 febbraio, con una larga partecipazione di pubblico, è stato organizzato l’incontro “Sorella Acqua.

I quattro elementi della natura: acqua, terra, aria e fuoco nell'universo di Leonardo da Vinci”.

 


4 - Il concerto di Umberto Zanarelli, i cinque elementi - Poesia e musica

https://poesia3002.blogspot.com/2020/03/il-concerto-di-umberto-zanarelli-i.html

 

5 - Umberto Zanarelli, pianista, commenta "Navicello Etrusco", Edizione Il Foglio

https://poesia3002.blogspot.com/2018/03/la-musica-del-pianoforte-sul-navicello.html

  


6 - Prometeo. Il dono del fuoco  - Umberto Zanarelli e le note del suo pianoforte per dare vita ai progetti

https://poesia3002.blogspot.com/2020/04/umberto-zanarelli-e-le-note-del-suo.html

Da parte mia, intendo ricordare il mio impegno progettuale nel campo del mito e richiamare connessioni con il lavoro dell’amico Umberto Zanarelli, musicista, che mi ha inviato, in merito, una sua preziosa riflessione. 

Umberto Zanarelli Conferenza-Concerto "Il Mito di Prometeo" - Museo CAD, 9 ottobre 2020

https://poesia3002.blogspot.com/2020/10/umberto-zanarelli-conferenze-cocerto-il.html




 7 - https://www.circoloartisticasadante.com/tre-principesse-francesi-a-firenze/

Roberto Mosi presenta  il suo libro “Tre principesse francesi a Firenze”, Angelo Pontecorboli editore – Firenze.

Introduzione e commenti musicali al piano di Umberto Zanarelli.

Letture e voce recitante di Roberto Mosi. Sabato 12 ottobre 2024 alle ore 17:00.

Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti – Casa di Dante

Via Santa Margherita 1R – 50122 – Firenze

 


8 - Umberto Zanarelli parla di "BARBARI" su "Il Salotto di Amalia"

https://poesia3002.blogspot.com/2023/07/umberto-zanarelli-parla-di-barbari-su.html

 


 


 


 

martedì 1 luglio 2025

Felice presentazione a Viareggio, Pineta di Ponente: Circolo Auser, del libro su Rilke di R. Mosi, presenti l'assessore alla Cultura, Renato Campinoti, Manuela Granaiola. Il viaggio di Rilke: una pagina importante di storia per la città




 
























Roberto Mosi: Il diario fiorentino di Rainer M. Rilke per Lou Salomé

(Angelo Pontecorboli Editore, Firenze 2025, Collana Stranieri e Firenze)

 

Recensione di Renato Campinoti

pubblicata da “poesia3002.blogspot.com”, 4 maggio 2025

 

Ancora un tassello importante del rapporto tra la cultura europea e lo studio del Rinascimento fiorentino

 

Prosegue, con questo interessante volume di Roberto Mosi, quella che l'editore Angelo Pontecorboli sta meritatamente realizzando come una vera e propria "biblioteca" della presenza degli artisti stranieri a Firenze tra la fine dell'Ottocento e la metà del novecento. E ancora una volta, grazie alla competenza e al lavoro di scavo di Mosi, l'obbiettivo di mettere il lettore fiorentino di fronte a qualcosa di nuovo e di importante è ampiamente riuscito. Non che fossero mancate in passato opere relative all'attività giovanile di Rilke, dedicata appunto a quell'amore (o infatuazione!) che la più matura e navigata Luo Salomé aveva saputo far nascere nel diciannovenne poeta. E sarà proprio lei, nel frattempo convolata a nozze con ben altro "partito", a invitarlo a farsi le ossa nella città del giglio, dove avrebbe potuto incontrare i caratteri originali della sua poetica. E sarà sempre lei a introdurlo, prima di questo viaggio, nell'ambiente artistico tedesco di questo periodo che, giustamente, Mosi ci fa conoscere a premessa dello sfoglio del Diario medesimo. Già questo, di mettere in contatto il giovane poeta in fieri con l'ambiente culturale tedesco del periodo è merito non banale del lavoro di Roberto. Veniamo così a conoscere come, in una città come Monaco, all'avanguardia dell'arte germanica, cominciano a sbocciare i nuovi segni artistici, della cosiddetta arte Jugendstil che, nell'ottica del giovane poeta, possono rappresentare uno sviluppo della stessa arte rinascimentale di Firenze. E qui arriviamo al vero e proprio nucleo fondante del pensiero artistico di Rilke, e non solo di lui, rispetto a quello che, dall'arrivo a Firenze nel 1898, sarà la presa di coscienza e l'interpretazione di questa realtà culturale. "Ѐ sorprendente - ci avverte l'autore - come Firenze e il periodo più celebre della sua storia, il Rinascimento, siano al centro degli interessi di alcuni importanti personaggi della cultura europea, nel passaggio fra l'Ottocento e il Novecento: Rainer Maria Rilke, considerato uno dei più grandi poeti di lingua tedesca e Lou Salomé, interprete originale dei fermenti culturali dell'epoca, strettamente legata alle vicende di Friedrich Wilhelm Nietzsche e Sigmund Freud". Una volta arrivato a Firenze a metà del mese di Aprile del 1898 e presa dimora al terzo piano della pensione Benoit sul lungarno Serristori al numero 13, Rilke dette inizio alla composizione del diario, comprensivo ovviamente delle visite alle tante realtà culturali della città e alle impressioni che tutto ciò suscita in lui. Al lettore, ovviamente, il ripasso di questa parte, in parte poetica, in parte di maturazione culturale, del giovane poeta. A questa esperienza va aggiunta la cosiddetta "fuga" che Rilke, a Maggio inoltrato, fece nella città di Viareggio, dove pure, l'ambiente marino, l'attività del porto e le reminiscenze culturali, contribuiranno a definire quella posizione culturale che è il vero lascito del Diario fiorentino. Vale a dire la convinzione che l'impatto con Firenze e Viareggio, lasciano in lui di trovarsi di fronte, nell'arte fiorentina del primo Rinascimento, ad una sorta di Primavera (incarnata anche dalle opere principali del Botticelli!) che tuttavia deve trovare altro per sbocciare in una più matura "estate" dell'arte. Ѐ da capire, anche sulla base di una più attenta lettura delle migliori poesie di Rilke di questo periodo, se sia da intendere che il giovane poeta di lingua tedesca si sentisse già investito di questa potenzialità di dare sbocco all' "estate" culturale che il primo periodo del Rinascimento fiorentino non ha saputo portare a termine, o non sia piuttosto l'insieme del movimento culturale dello Jugendstil, lui compreso naturalmente, incaricato di una tale missione. Quel che è certo é che l'opera di Mosi, davvero ben strutturata e meritevole, ha compiuto anche una funzione culturale, per me di sicuro, in grado di collocare l'arte e gli artisti tedeschi di questo periodo in un contesto dialettico, e perciò vitale e positivo, con la cultura del rinascimento fiorentino E merito non secondario di Mosi è il  metodo con cui perviene a tale risultato, attraverso l'ingaggio, diciamo così, del gruppo di lettura della biblioteca del Palazzo di parte Guelfa, con il quale ripercorre le tracce della presenza e degli scenari con cui viene a contatto il giovane poeta di lingua tedesca, sia nella realtà fiorentina che a Viareggio. Come il lettore potrà vedere, si tratta di un impegno di alcune ore, disteso in pochi giorni, ma che fungerà da laboratorio di assemblaggio e di approfondimento sia della narrazione offerta dal Diario, che rispetto alle tesi ivi esposte relative al contatto con la cultura rinascimentale fiorentina. Mosi terminerà questo interessante lavoro di recupero del rapporto di Rilke giovane con la nostra regione, indicando anche in questa occasione, come suo solito, l'individuazione di un "sentiero" Rilke in Toscana, in questo caso articolato appunto tra Firenze e Viareggio. Dicevamo all'inizio che non è la prima volta che viene affrontato il tema del rapporto tra il giovane Rilke e la toscana, ma credo si possa dire che nessuno lo ha affrontato, come Mosi, con una visione corale e al tempo stesso, visiva e geografica, di questa bella esperienza capitata alla città del giglio. Anche di questo credo dobbiamo essere riconoscenti allo scrupoloso e colto scrittore fiorentino.

Renato Campinoti