mercoledì 16 settembre 2026

‘Byron. L’inquietudine della libertà’ mostra dal 25.9 al 18.10 a Palazzo Toscanelli, sede Archivio di Stato di Pisa, nell’800 dimora del poeta britannico.


 ‘Byron. L’inquietudine della libertà’ è il titolo della mostra ospitata dal 25 settembre al 18 ottobre nel salone degli stucchi di Palazzo Toscanelli, sede dell’Archivio di Stato di Pisa e nell’800 dimora del poeta britannico. L’esposizione – in collaborazione col dipartimento di lingue, letteratura e linguistica dell’Archivio di Stato di Pisa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux e con la partecipazione della Scuola Normale, Palazzo Guiccioli, Musei Byron e del Risorgimento e la Italian Byron Society – racconta come nei primi anni Venti dell’Ottocento Pisa divenne il luogo d’incontro di una straordinaria comunità cosmopolita di poeti, scrittori, intellettuali ed esuli: tra il 1820 e il 1822 intorno a Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e George Gordon Byron si raccolsero personalità come Leigh Hunt, Edward John Trelawny, Thomas Medwin, Teresa Guiccioli e Pietro Gamba. 



La mostra trasforma il il Palazzo in un luogo della memoria, dove storia dell’edificio, documenti e ricerca contemporanea si incontrano per ricostruire la presenza di Byron in città e, attraverso di lui, la rete di persone, idee e progetti che fece di Pisa uno dei laboratori della cultura romantica europea. Alla dimensione documentaria si affianca uno sguardo contemporaneo con la mostra fotografica ‘Byron contemporaneo’ di Giampiero Corelli, curata da Daniela Ferrari.

venerdì 11 settembre 2026

Il MUSEO VIRTUALE DELLA VILLA DEMIDOFF DI S. DONATO IN POLVEROSA - Vedi R. Mosi: Premio Casentino : "I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze" , Pontecorboli - Umberto Zanarelli presentazione musicale al Circolo Artisti Casa di Dante



Odeon della Villa, via di San Donato

     Villa Demidoff (detta anche Villa Matilde) di San Donato in Polverosa - Dopo il restauro (2012)

Creiamo il MUSEO VIRTUALE DELLA VILLA DEMIDOFF DI S. DONATO IN POLVEROSA          per ricordare  tempi memorabili del quartiere di Novoli e di Rifredi: memoria                                                                                      come bene comune

Riteniamo che questo capitale di memorie,
sia – al di là del recente recupero edilizio, da parte
di privati, di alcune parti della villa di San Donato – da
approfondire, porre in valore, da far conoscere, divulgare,
avvalendosi anche degli ultimi strumenti delle tecniche
informatiche, con un progetto organico di recupero e
di accesso alla documentazione riguardo ad una stagione
importante per la storia della città e per il nostro rapporto
con la cultura del popolo russo. Potrebbero “rivivere”,
fra l’altro, la bellezza delle diciotto sale affrescate della villa
Demidoff con al centro la grande sala da ballo con il
soffitto in malachite, l’incanto del parco ricco di giardini,
di grotte, di acque, la sorpresa delle serre con le piante
più preziose, le luci delle feste organizzate da Matilde e da
Anatolio che coinvolgevano tutta la città, la solenne visita
dello zar di Russia, la meraviglia della biblioteca con i quarantamila
volumi di ogni regione del mondo, la frenesia
delle vendite all’asta nel 1880 dei beni d’arte della villa alla
presenza dei più importanti collezionisti in Europa.
Sarebbe opportuno individuare nello stesso quartiere
di San Donato che vide lo splendore della villa dei Demidoff,
un luogo al quale fare riferimento per questo progetto:

potrebbe essere lo stesso edificio dell’Odeon, in via
di San Donato, 

e la grande sala dove la famiglia giunta
dalle lontane terre della Russia dava vita a spettacoli memorabili,
presentati da personaggi e da artisti provenienti
da tutto il mondo. Potrebbe diventare un centro vivo di
incontro, di raccolta di documenti, di rete di comunicazione,
sostenuto dalle istituzioni pubbliche e largamente
partecipato dai cittadini, nel quale preparare e diffondere
percorsi di conoscenza e di visita, dal vivo e nelle varie
forme oggi consentite dalla tecnologia, per rompere nel
quartiere il muro di un presente anonimo, confuso e recuperare
le “splendide”, comuni radici culturali e storiche,
passaggio importante per coltivare migliori speranze per il
nostro futuro.
(pagina 141 del libro su I Demidoff)




51° ED. PREMIO INTERN. CASENTINO 2026

 

ROBERTO MOSI

 

I DEMIDOFF E MATILDE BONAPARTE A FIRENZE.

I geniali fabbri russi, principi di San Donato – Pontecorboli Editore

 

2° Premio Narrativa Edita

 

La Giuria ha conferito il Premio a Roberto Mosi per l’opera I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze. I geniali fabbri russi, principi di San Donato, con una motivazione che rileva la capacità di fa rivivere, con raffinata sensibilità narrativa e solido rigore documentario, un capitolo del cosmopolitismo europeo nella Firenze dell’Ottocento, contraddistinto dall’incontro fra la dinastia russa dei Demidoff e la famiglia imperiale dei Bonaparte, rappresentata da Matilde Bonaparte. L’autore sottrae alle “sabbie della storia” destini e memorie e, con essi, monumenti d’epoca e opere d’arte, con al centro Firenze, città che si fece mecenate e magnifica ospite, maestra urbana di cerimonie.

Una speciale qualità del libro, è costituita dalla sua complessa architettura e storico-saggistica, in cui si intrecciano la “grande storia” internazionale rappresentata da quella che Lenin aveva chiamato “geniali fabbri russi” e la piccola storia, la microstoria dei quartieri della città, San Niccolò, Novoli e Rifredi, fra questi. La mappatura della città è un altro dono del libro, con la Villa di San Donato in Polverosa, una Versailles Toscana e l’Istituto Demidoff. Lussi, sfarzo ma anche cultura, filantropia, contributi all’istruzione del popolo e delle classi più povere. Un’ultima menzione spetta al recupero delle figure femminili d’avanguardia che accompagnarono la giovinezza di Matilde Bonaparte: la pittrice Ida Botti Scifoni e la patriota Amelia Calani, maestre d’arte e di emancipazione civile.






dell'incontro del 9 settembre 2026
Circolo degli Artisti Casa di Dante
Conferenza di Roberto Mosi e commento musicale di Umberto Zanarelli, pianoforte































La registrazione dell'incontro




martedì 16 giugno 2026

Il poeta libanese Hafez Haidar alla Camerata dei Poeti di Firenze - Venerdì 2 Ottobre, Sala Ex- Leopoldine, piazza Tasso 7



Invito a partecipare alla 8° Tornata del '96° Anno Accademico prevista in data venerdì 2 0ttobre p.v. con inizio alle ore 17,00 presso Biblioteca Mario Luzi - via Ugo Schiff,8 - Firenze
L'incontro con Hafez Haidar, poeta scrittore italo-libanese già candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura, avrà risonanza internazionale e sarà diffuso anche in Medio Oriente.
La Camerata dei Poeti presenta
il poeta, scrittore, traduttore, accademico emerito e promotore di dialogo fraterno tra i popoli già candidato al Premio Nobelper la Pace e per la Letteratura
Hafez Haidar
in un dialogo culturale e poetico con i soci della Camerata dei Poeti e l'ambiente letterario fiorentino sulla sua attività umana e intellettuale di mediatore di pace e amore tra Oriente e Occidente e sulla sua produzione letteraria.
Presenta Carmelo Consoli, Presidente
Interviene il Direttivo della Camerata dei Poeti con
Pietro Brogi (poeta, critico),
Roberto Mosi, poeta, scrittore), Silvia Ranzi (critico per la Sororità tra le Arti).
Flautiste Margherita Mello e Teodora Parigi (allieve di Cristina Italiani).
Artista Giovanni Mazzi

Oh Rosa,
Ti ho cercata
tra tutte le rose,
Ma non ti ho trovata.
Ho patito, ho gridato, ho urlato,
Girovagato
Da una terra a un'altra
Nell'immensità.
Alla fine ti ho trovata
quieta, addormentata
nel mio cuore.

Poesie d'Autore - da PensieriParole.it <https://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/>


Hafez Haidar (Da WikiPoesia)

 

Hafez Haidar è nato a Baalbeck il 25 maggio 1953.

Docente, scrittore, traduttore, libanese naturalizzato italiano.

Accademico emerito, presidente di diversi comitati per i diritti umani.

Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana.

Direttore generale internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze[1], è tra i principali curatori e traduttori in italiano dell'opera di Khalil Gibran.[2] Nel 2017 è candidato al Premio Nobel per la Pace

Biografia

Ha studiato Filosofia greca ed araba all’Università di Beirut, si è poi trasferito in Italia dove ha studiato per alcuni mesi all’Università di Perugia e si è laureato all’Università degli studi di Milano in Lettere moderne, specializzandosi in Archivistica, Paleografia e Diplomatica.[4]

Nel 1986 ha abbandonato la carriera diplomatica per dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura. È insegnante presso l’Università di Pavia e ha tenuto lezioni anche presso l'Università della Terza Età di Milano e di Cesano Maderno e presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo. Ha pubblicato libri di saggistica e di narrativa, e ha tradotto in italiano diverse opere del poeta Khalil Gibran e in arabo i libri di Oriana Fallaci[5].

Di notevole cura la sua traduzione del 2001 de Le mille e una notte, pubblicata dall'editore Mondadori.[6][7]

Nel 2002 è stato insignito del Premio letterario Basilicata, sezione Letteratura spirituale e Poesia religiosa. Nel 2006 è stato insignito del Premio internazionale Sorrento nel Mondo. Nel 2007 ha ricevuto dalla Regione Puglia il Premio al Dialogo - Tre volte Dio, ed è stato insignito del premio alla carriera Penisola Sorrentina - San Fele d’Oro, sezione Narrativa. Nel corso dello stesso anno, diventa celebre per la frase "Giù il cappuccio!", appellata a un giovane ragazzo di origine etiope. Nel 2008 ha ricevuto il Premio della cultura e narrativa dall’Unione nazionale degli scrittori della Lombardia. Lo stesso anno è stato insignito del prestigioso premio Accademico Cesare Angelini Speciale dell'Università di Pavia. Nel 2009 ha vinto il Premio letterario internazionale Associazione chiese storiche, per la narrativa edita.[8] Nel 2012 ha ottenuto il Premio per la Cultura IPLAC.[9]

Nel 2014 ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per il dialogo tra Oriente e Occidente.[10]

Il suo nome è inserito nel Dizionario comparato delle religioni monoteistiche (Piemme Edizioni) come uno dei maggiori studiosi delle religioni del Libro a livello mondiale.[11]

Nel luglio 2017 ha ricevuto la candidatura per il Premio Nobel per la Pace.

Opere (elenco non esaustivo)

·        La letteratura araba. Dalle origini all'età degli Abbasidi, Milano, Rizzoli, 1995. ISBN 9788817112062

·        Il custode del Corano, Milano, Piemme, 2006. ISBN 9788838473999

·        Come sigillo sul tuo cuore. Le storie d'amore nella Bibbia e nel Corano, Milano, Piemme, 2006. ISBN 9788838410727

·        Le donne che amavano Maometto, Milano, Piemme, 2007. ISBN 9788838471209

·        Il viaggio notturno del Profeta, Milano, Piemme, 2008. ISBN 9788838499289

·        La prediletta del Profeta, Milano, Piemme, 2010. ISBN 9788856605297

·        Le mille e una notte, Roma, Helicon, 2014. ISBN 9788864662855

·        Il complotto delle donne di Maometto, Martinsicuro, Di Felice, 2014. ISBN 9788897726487

·        L'ultimo profeta. Gibran nel mio cuore, Pescara, Tracce, 2014. ISBN 9788874339914

·        Il nuovo profeta, Roma, Helicon, 2017. ISBN 9788864664576

·        Lezioni di Pace. Il Corano, l'Islam e il terrorismo spiegato ai miei allievi, Reggio Emilia, Imprimatur, 2017. ISBN 9788868306229

·        La voce del profeta, Guidonia, Aletti Editore, 2020. ISBN 9788859164838

Curatele e traduzioni

·        Khalil Gibran, Le ali spezzate, Milano, BUR Rizzoli, 1993.

·        Abd Allāh ibn al-Muqaffà, Le fiabe arabe, Milano, Rusconi, 1993.

·        Khalil Gibran, Le ninfe della valle, Milano, TEA, 1994.

·        Omar Khayyâm, Quartine, Milano, Rizzoli, 1997

·        Khalil Gibran, La città del mistero, Milano, Mondadori, 1998.

·        Khalil Gibran, Il figlio dei cedri, Milano, Mondadori, 1998.

·        Khalil Gibran, Quando l’amore chiama, seguilo, Milano, Piemme, 1999.

·        Sinbad e il falco sapiente, Milano, Mondadori, 1999.

·        Dove nasce l'amore. 100 racconti per arrivare al cuore, Milano, Piemme, 2001.

·        Le mille e una notte, Milano, Mondadori, 2001.

·        Khalil Gibran, La notte ti parlerò d’amore, Milano, Piemme, 2007.

·        Maometto e i diamanti del Corano. Storie di saggezza e detti del profeta, Milano, Mondadori, 2007.

·        Khalil Gibran, Come fiori nella polvere, Milano, Piemme, 2010.

·        Khalil Gibran, Donne che urlano senza essere ascoltate, Reggio Emilia, Imprimatur, 2016.

Onorificenze

Cavaliere Ufficiale della Repubblica[12]