Società Belle Arti - Circolo degli Artisti Casa di Dante Firenze
Letter d'Amore
Albert Camus - Maria Casares
Progetto teatrale di Renzo Ricchi
Lettura scenica di Carlotta Deciutiis e Roberto Mosi
Link video Incontro
" LETTURE PER L’ASSURDO E L’AMORE"
Anno 1944
Inizia con la canzone “La vie en rose” cantata da Edith Piaf che andrà in dissolvenza quando comincia a parlare l’attore e resterà in sottofondo a livello bassissimo per non interferire con la voce.
ATTORE.- Ho letto la tua dedica, tesoro mio, e adesso c’è
qualcosa che trema dentro di me… E’
qualcosa che è soltanto nostro… E’ colmo di te il mio cuore…
(pausa)
ATTORE.- Ti ho amata
tanto, Maria, per tutta la sera, vedendoti, sentendo quella voce che per me è
diventata insostituibile… Cerco di immaginare cosa fai, e mi
domando stupito perché non sei qui.
Mi dico che la cosa giusta, in linea con l’unica regola che
conosco, che è quella della passione e
della vita, sarebbe che domani tu tornassi a casa con me e
finissimo insieme una serata che
avremmo cominciato insieme...Non lasciarmi, non posso immaginare cosa peggiore che perderti.
(pausa)
PRESENTATORE.- Nel 1947 Camus ha pubblicato La peste e Lo stato d’assedio.
ATTORE.- Mi raccomando scrivimi, continua a volgerti a me. Io non sono nulla all’infuori dite, null’altro che te, sei l’unica cosa di cui sono capace…
ATTRICE.- Sì, mio amore, non appena trovo un minuto di pace ti scrivo all’istante, senza indugiare.Forse non dovrei farlo, ma se è sbagliato, che “il mio Dio” mi perdoni: ho patito troppo iltuo silenzio perché possa pensarti infelice come lo sono stata io e sopportarlo: so fin troppo benequant’è difficile, difficilissimo, cercare continuamente “di immaginare un cuore”...Tutto ciò chevedo, tutto ciò che sento mi conduce a te… La felicità che mi procuri per il solo fatto di esistere(vicino o lontano) è grande… La tua lettera, portandomi qualcosa della tua presenza effettiva,mi ha fatto sprofondare in una dolcezza che non so descriverti…
ATTORE.-… E poiché ti amo su questa terra, è su questa terra che ho bisogno di te, nonnell’immaginazione...Quando penso al mio ritorno, ho qualcosa che mi trema dentro…
ATTRICE.- Le tue notizie diventano regolari e ogni lettera che ricevo mi fa sciogliere in un mondodi felicità che dura per giorni… Ti parlo, leggo e rileggo le tue lettere, architetto progettistraordinari… Nei miei progetti tu sei contento e mi sorridi… Qualunque cosa tu faccia, so cheandrà bene, perché da quando ti conosco ho la sensazione profonda che non dirai mai qualcosa chesia in disaccordo con ciò che sei. Quando cerco di immaginare il nostro futuro, quasi soffoco difelicità, e un immenso timore mi stringe il cuore, non riuscendo a credere a tanta gioia in questomondo… Amore mio! Vorrei essere vergine di corpo e di anima per te! Vorrei conoscere una linguamai usata prima per parlarti! … Qualunque cosa tu faccia tienimi sempre informata affinché iopossa regolare la mia vita sulla tua.
……
La FINE – anno 1960
ATTRICE.- Grazie, caro principe, di tutte le tue attenzioni e le tue bontà… Aspetto il tuo ritornoer raccontarti, parlarti, dirti, amarti… Ti aspetto per andare a vedere con te la piéce di Sartre equalche film, il mio per esempio, che credo esca a gennaio. Ti aspetto, piena e sorridente. Easpettandoti ti bacio a perdifiato.
ATTORE.- Buon Natale amore mio adorato… Non dimenticarti del tuo compagno che entrerà,invisibile, alla cena di Natale e ti terrà dolcemente per mano, tesoro mio. Cerca di scrivermi ancora una volta così da rendermi meno dura l’attesa del ritorno.
ATTRICE.- Ti abbraccio già, piena di gioia all’idea di rivederti…
ATTORE.- Trenta dicembre. Ecco, l’ultima lettera. Solo per dirti che arrivo martedì in auto,poiché parto lunedì con Gallimard… Ti telefono quando arrivo, ma magari potremmo giàstabilire di cenare insieme martedì stesso. Diciamo in linea di massima, salvo imprevisti lungola strada – ti confermerò la cena per telefono… A presto, mia grandiosa. Sono così contentoall’idea di vederti che rido mentre lo scrivo. Ti abbnraccio, ti stringo forte a me fino a martedì, quando ricomincerò…
STRIDERE DI FRENI E UNO SCHIANTO
PRESENTATORE.- Albert Camus morì in un incidente stradale il 4 gennaio 1960
Musica: l’
“Adagio per archi” di Samuel Barber








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