Roberto Mosi si interessa di poesia e fotografia. Per la poesia ha pubblicato Sinfonia per San Salvi (Il Foglio 2020), Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi 2019), Il profumo dell’iris (Gazebo 2018), Navicello Etrusco (Il Foglio 2018), Eratoterapia (Ladolfi 2017), Poesie 2009-2016 (Ladolfi 2016). L’autore ha realizzato mostre di fotografia presso caffè letterari, biblioteche, sale di esposizione. Cura i Blog: www.robertomosi.it e www.poesia3002.blogspot.it .
lunedì 30 dicembre 2024
domenica 22 dicembre 2024
E-book : Roberto Mosi "Parole e paesaggi" , disegni di Enrico Guerrini
LINK e-book "Parole e paesaggi"
Parole e paesaggi
Roberto Mosi
Disegni di Enrico Guerrini
giovedì 19 dicembre 2024
AUGURI MARIELLA ! ... E GRAZIE!
RECENSIONE DEL
VOLUME
“AMO LE PAROLE.
POESIE 2017-2023” DI ROBERTO MOSI
(GIULIANO LADOLFI
ED, BORGOMANERO (NO) – 2023)
Il
libro di Roberto Mosi antologizza ben sette volumi e/o riviste usciti dal 2017
al 2023. Si tratta di una poesia sempre originale, assai personalizzata, vive
di un pensiero originale ed onirico, oltre che decisamente “realistico”.
Vorrei
poter citare moltissimi testi, che sono quasi sempre vividi dei molti luoghi
visitati dall’autore: anzitutto le città di Firenze e i suoi dintorni
collinari. Tra i luoghi (chiese, palazzi, monumenti, piazze e così via) citerò
“Palazzo Vecchio”, “Piazzale degli Uffizi”, “Peretola”, “Il nonno poeta” le
stupende colline “Ad infinitum”.
A
questo punto ci aggiriamo insieme all’autore per tantissimi luoghi del mondo:
da Nord a Sud, da Est a Ovest. Seguendo – infine – la preziosa post-fazione
dello scrittore–editore Giuliano Ladolfi, mentre lo scrittore Carmelo Consoli
elabora una magnifica prefazione a tutto il libro.
Come
fare per dare voce (e voce d’amore) a quasi duecento poesie da Mosi stesso
antologizzate senza trascurarne troppe, e di troppi luoghi naturali, storici,
artistici?
Ma
veniamo, intanto a qualche rapida ed essenziale nota autobiografica relativa a
Roberto Mosi: nato a Firenze nel 1942, è stato dirigente per la cultura alla
Regione Toscana. Si interessa di poesia, narrativa, saggi, fotografia, ricerche
nel campo multimediale. Collabora a varie riviste e, in particolare, con “Testimonianze”
(è presidente dell’associazione culturale) e con “L’area di Broca”.
A
questo punto mi è doveroso (e insieme spontaneo) dare voce all’amore verso le
parole; dimostrare il suo (dell’autore e pure mio) “AMORE PER LE PAROLE”. E di
parole amabili, da amare, il presente volume che comprende vari testi di
poesia, ce ne sono davvero moltissime, iniziando dal primo dei libri qui
antologizzati, Il profumo dell’Iris (edito nel 2018) per passare a Navicello
etrusco (edito nel 2018) e Orfeo in Fonte Santa (2019), fino a Sinfonia
per San Salvi (2020), a Promethéus (2021) a Il nostro giardino
globale (2023) e, infine I nostri giorni.
Da
Il profumo dell’iris cito versi tratti dalla poesia “L’Annunziata”:
“Sulle strade di casa attraverso / Piazza dell’Annunziata. / Novanta passi è
lunga / trenta le colonne, otto i bambini / in fasce, tondi bianchi di smalto /
sessanta le api per il Granduca”.
Da
Navicello Etrusco, nel testo si legge: “La capanna, tronchi e rami /
d’albero portati dal mare / tegole, embrici di un naufragio / sulla spiaggia
della sterpaia / bagno del Nano Verde. / Il falò illumina il bambino /
la mamma, Maria / giunti dalla Palestina / su un barcone di migranti. / Intorno
il villaggio di sabbia / il disegno di strade e capanne / di animali in cammino
/ nel profumo di alghe e conchiglie / di pini e di macchie sempre verdi. /
Intorno le luci affacciate / sul golfo, stelle comete, il volo / degli aerei in
arrivo da oriente”. E ancora, ancora…
Dal
volume Eratoterapia cito i versi del testo “Il nonno poeta”: “Il nonno
lavora? / “Si”. “Che lavoro fa?” / “Fa il poeta”. // Non è colpa mia / se Anna
crede questo / del nonno. // È nell’età / dell’innocenza, le si può / concedere
tutto. // Avrà pazienza la poesia / se la credono presente / in un centro per
anziani”.
Passiamo
ora ad un testo tratto da Sinfonia per San Salvi (2020). Il testo è
“Follia dell’arte”: “Poggio Gherardo sopra San Salvi / e cento braccia dal
padiglione / delle agitate / abitato dalle novelle del Boccaccio / dei giovani
in fuga dalla peste. // E la condanna di Dante per / Corso Donati, raggiunto
alla porta / di San Salvi dal colpo di lancia / del mercenario catalano. //
Follia dell’Arte / nel cenacolo di San Salvi / i soldati all’assedio di Firenze
/ fanno scempio delle sculture / di Andrea, salvano meravigliati / l’affresco
dell’ultima Cena.”
Da
Prometheus - Il dono del fuoco (2021): traggo da questa magnifica, più
che complessa raccolta, alcuni versi da un paio di testi: prima dall’intero
testo “Angeli custodi”: “Liberate i quadri dai musei / dalle mostre ordinate /
da eruditi senza fantasia // dai racconti cuciti intorno / all’ego di registi
boriosi // I quadri vivono dell’aria / delle strade, dei muri bagnati / dalla
pioggia, dal lento disfarsi // Mostrano l’anima del quartiere / di quelli che
l’abitano, volano / poi via come gli angeli custodi”.
Poi
dalla stessa raccolta un altro testo “Eschilo di Eleusi - Il mito della scienza”:
“Incontro Prometeo / e il tempo del mito / nei versi scolpiti da Eschilo (…) /
Eschilo canta la generosità / di Prometeo, fonte di tutte / le scienze per i
viventi. Fu suo, / per il bene degli uomini, il dono / del calcolo, primizia
d’ingegno, / e l’insieme dei segni tracciati // Avverto nell’aria l’eco della /
musica di Beethoven”.
Da
I nostri giorni, infine, “La vita” per concludere, senza, però, chiudere
questa poesia: “Esplode la vita nel mio / giardino dopo i giorni / della
pandemia, le strade / piene di folla effervescente / ogni angolo pieno di
tavolini. // Passa l’onda piena della risacca / bicchieri ambrati di vino /
frastuoni di risate aggressive / cancellano i segni della passata / stagione,
seppelliscono il silenzio.”
La
conclusione, come dicevo, è tutt’altro che chiusura. Al contrario è vita, è
ultra-sensibilità, è amore per la poesia, di cui questo lavoro di Roberto Mosi
è totalmente permeato.
All’autore
i più sentiti complimenti e auguri dei nostri lettori e miei.
Mariella Bettarini
(Recensione pubblicata da "la TOSCANA nuova", mese di novembre 2024)
lunedì 16 dicembre 2024
giovedì 12 dicembre 2024
"Che famiglia questi Bonaparte": Caterina Perrone: commento magico per "Le tre sorelle francesi a Firenze", Roberto Mosi
Roberto
Mosi, Tre principesse francesi a Firenze,
Pontecorboli
Editore, Firenze 2024, p. 170
Sylvia
Boucot e le sorelle di Napoleone,
Elisa
Baciocchi, Paolina Borghese e Carolina Murat
Commento di Caterina Perrone
Che
famiglia questi Bonaparte!
Occorre iniziare
dalla madre Laetitia, determinata ad emergere con tutti i suoi figli e le sue
figlie, per lasciare un segno nella storia.
Le donne
scopriamo, per chi ancora non lo sapeva, sono state altrettanto intraprendenti
anche se non altrettanto gloriose del fratello maggiore, lasciando segni
tangibili sui loro cammini.
È su questi che ci
accompagna Roberto Mosi con il suo libro “Tre principesse francesi a Firenze”,
pubblicato dall’editore Pontecorboli nella collana Stranieri a Firenze, che
narra delle tre sorelle Bonaparte, Elisa Baciocchi, Paolina Borghese, Carolina
Murat.
Tanto simili nella
volontà e capacità di emergere, tanto diverse nel carattere, negli obiettivi,
nel modo di esprimersi.
Tutte e tre sono
passate e a Firenze hanno vissuto, due di loro sono morte qui, una vi è
sepolta.
L’autore ci
accompagna dall’ingresso di Napoleone alla Porta San Frediano nel 1796 mentre,
ancora luogotenente in lotta con gli inglesi, saluta il picchetto di guardia,
accolto da una popolazione intimorita.
Elisa entrerà in
città dopo più di dieci anni come granduchessa di Toscana, e il popolo
fiorentino la sentirà come una straniera, non le riconoscerà le innovazioni e
gli ammodernamenti apportati nell’assetto della città e del territorio.
Paolina, famosa
per la sua bellezza, eleganza, stravaganza, per il suo carattere dolce e
generoso, che viaggiava per le Cascine, in piedi sul calesse scoperto, scortata
dal suo cocchiere dominicano, suscitava meraviglia e sussurri al suo passaggio.
Carolina che venne
per trascorrere a Firenze i suoi ultimi anni nel palazzo di famiglia a piazza
Ognissanti, e ancora riposa tra eterne contraddizioni nella Chiesa accanto.
Roberto riesce
nella narrazione a coniugare i testi ufficiali e le complesse vicende delle
donne, con l’immaginario verosimile delle loro vite personali, supportato da un
documento d’eccezione, il diario di Madame Sylvia Boucot che, per trent’anni e
in successione, fu al servizio come dama di compagnia, ma anche molto di più,
delle tre sorelle, accompagnandole ciascuna alla sua fine.
Un’occasione
straordinaria di conoscerle da vicino, nella loro dimensione umana, in quel
dialogo tra immagine ufficiale e domestica che sempre affascina il lettore
appassionato di narrazioni storiche.
Conosciamo così la
irrequieta vita di Paolina sempre in viaggio, la intransigente etichetta di
Elisa, l’ambizione di Carolina.
L’autore ci
accompagna nel cammino per i luoghi frequentati dalle protagoniste, ci immerge
nel loro immaginario, mentre osserva il panorama della città che sconfina con
la piana, coinvolto dai colori del tramonto, dai sapori e profumi di un mondo
francese, assaporati sulla terrazza dell’attuale Hotel Excelsior ,che fu nel
primo ottocento una delle residenze dei Bonaparte a Firenze.
Il linguaggio
fascinoso di Roberto Mosi ci fa sentire tutte le vibrazioni ancora presenti, a
saperle ascoltare.
Caterina
Perrone
mercoledì 4 dicembre 2024
“BUON NATALE, VASCO PRATOLINI” - PROGRAMMA - Officina del Mito: Circolo Artisti Casa di Dante, 10-12 2024 - Ingresso libero
Circolo
Artisti Casa di Dante – martedì 10 dicembre 2024
Officina
del Mito presenta:
“BUON
NATALE, VASCO PRATOLINI”
PROGRAMMA
Interventi:
-
Saluto del Presidente
-
Roberto Mosi: introduce, parla delle
origini dello scrittore nel Sestiere di Dante, coordina
-
Giuseppe Baldassarre: Vasco Pratolini
fra i grandi della Letteratura?
-
Virginia Bazzecchi: Gli otto anni
dell’Officina del Mito, dal Labirinto ad Atene. Suggestioni dalle opere di
Vasco Pratolini?
-
Rosa Canciulli: presentazione di un dipinto ispirata a Vasco Pratolini
-
Guido del Fungo: memorie, ricordi da
via dei Magazzini e dintorni
-
Enrico Guerrini: presentazione di un dipinto ispirato a Vasco Pratolini
-
Nicoletta Manetti: incontro con
figure femminili “dipinte” da Vasco Pratolini
-
Franco Margari: la riscoperta di un
progetto di Vasco Pratolini per un documentario su Firenze
-
Giovanni Mazzi: presentazione di un
dipinto ispirato a Vasco Pratolini
-
Andrea Ortuño: presentazione del dipinto per la
locandina dell’incontro
-
Silvia Ranzi: il Cinema incontra il
mondo dei romanzi di Vasco Pratolini
-
Andrea Simoncini: Il romanzo “Le
ragazze di San Frediano”: pensieri, riflessioni, ricordi; presentazione di un
dipinto ispirato a Vasco Pratolini.
venerdì 29 novembre 2024
"Il romanzo storico" di Roberto Mosi: VIDEO: l'incontro 29.11 alla Libreria Salvemini, Sonia Salsi, Nicoletta Manetti e Enrico Guerrini
Video youtube dell'incontro
Sala della Libreria Salvemini
La battaglia di Fiesole
venerdì 18 ottobre 2024
Enregistrement: Zanarelli au piano in: "Trois princesses françaises à Florence", R. Mosi, Pontecorboli, Circolo degli Artisti Casa di Dante. 2024
Presentazione Tre principesse francesi a Firenze, R. Mosi, Pontecorboli Editore, con Umberto Zanarelli al pianoforte Circolo degli Artisti Casa di Dante
Registrazione incontro musicale
Registrazione dell'evento 12 ottobre
giovedì 26 settembre 2024
Carmelo Consoli receives the 1st "Città di Forlì" Prize for the Preface to "I love words. Poems 2017-2023" by Roberto Mosi, Ed. Ladolfi
A Carmelo Consoli il 1° Premio "Città di Forlì" per la Prefazione a "Amo le parole. Poesie 2017-2023"
di Roberto Mosi, Ed. Ladolfi

The enchantment of words
All of Roberto Mosi's poetry is grafted onto
a tireless crossing of territories and images
of a time that borders on the contemporary
past and ancient times, connecting with ease
to the myth that supports and ennobles all its architecture
constructive.
Long-time poet and photographer, his word
poetics relies in the first instance on an emotional
vision of the places visited and the characters
represented through an infinite search for
their secret and most intimate expression of soul and of
history. A warm and throbbing humanity crowds in
poetics of Mosi meeting the enchanted eyes
of the poet who recites the details is one
daily existential dynamics than a reconstruction
exciting and evocative history. Roberto is not
certainly only a skilled photographer, from whom they arise
exciting flashes of action and verses full of life, not
it limits itself to staging snapshots of humanity
and of life-giving natures but, as a man of high culture
and as a passionate follower of the world of myth,
he constantly enriches his verses with a version
deifying of human existence.
PREFAZIONE
L’incanto delle parole
Tutta la poesia di Roberto Mosi è innestata su
un’instancabile attraversata di territori e immagini
di un tempo che dal contemporaneo sconfina nel
passato e nell’antico, collegandosi con disinvoltura
al mito che ne sorregge e nobilita tutta l’architettura
costruttiva.
Poeta e fotografo di lungo corso, la sua parola
poetica si affida in prima istanza ad un’emozionante
visione dei luoghi transitati e dei personaggi
rappresentati attraverso un’infinita ricerca della
loro segreta e più intima espressione d’anima e di
storia. Una calda e palpitante umanità si affolla nella
poetica di Mosi andando incontro agli occhi incantati
del poeta che ne declama i dettagli sia di una
quotidiana dinamica esistenziale che di una ricostruzione
storica esaltante e suggestiva. Roberto non è
certo solamente un abile fotografo, da cui nascono
emozionanti flash d’azione e versi densi di vita, non
si limita a mettere in scena fotogrammi di umanità
e di vivificanti nature ma, da uomo di elevata cultura
e da appassionato seguace del mondo del mito,
arricchisce costantemente i propri versi di una versione
deificante della esistenza umana.
La raccolta di Mosi, una retrospettiva di ben sette
anni di pubblicazioni dal 2017 al 2023, ci mostra
come nel tempo il poeta abbia indirizzato la sua attenzione
ed il suo cuore verso un mondo carico di
esaltazioni e sofferenze, di problematiche ambientali
e logorii esistenziali, di fascini e leggende, di sapienza
storica e abile documentazione, confermando
di saper fare poesia a tutto tondo e sempre in modalità
di stupore e leggerezza ma anche con profondità
dialogiche di tutto rispetto come nel caso dei suoi
Dialoghi con Marcel Proust e con personali gratificazioni
emozionali come in Orfeo in Fonte Santa e Sinfonia
per San Salvi.
Ed allora in questa spettacolare carrellata filmica
seguiremo le vicende di una Firenze trasmutata nei
propri rientri e angoli cittadini dalla fantasia di un
poeta innamorato, ci inoltreremo per piazze, strade,
colline, coste leggendarie di una Maremma carica di
divinità e moderne tragedie, nelle terre delle sacre
fonti e delle contese partigiane, nei territori delle follie
manicomiali di un presidio psichiatrico come San
Salvi, nelle vivificanti viscere di un mitico Prometeo
con i suoi richiami a territori di passate ed attuali
rappresentazioni esistenziali. Ed infine giungiamo
nel nostro mondo contemporaneo con tutte le anomalie
e distorsioni di un tempo carico di lacerazioni
ed inquietudini, nelle due raccolte finali del volume
Il nostro giardino globale ed I nostri giorni.
Davvero spettacolare la visione d’insieme di questa
antologica dove qualsiasi rappresentazione è
completa di dettagli e riferimenti, dove ogni raccolta
si arricchisce di illuminanti incipit, richiami culturali
a grandi personaggi dell’intelletto umano, di spunti
e considerazioni preziosi e dove il linguaggio poetico
ha infinite variazioni nella costruzione lessicale
e nelle partiture costruite in movimenti, tempi che
creano particolari musicalità ed effetti semantici
oscillanti dalla visione estatica al dialogo, dal racconto
alle interrogazioni. Un volume in cui entreremo
nei dettagli con l’immaginazione e lo stupore
dello stesso poeta, un personaggio certamente animato
da un grande amore verso la bellezza e la grazia
della vita che nei secoli e dai secoli ha cercato di
estrarre e valorizzare gli aspetti gratificanti non
mancando di sottolineare le disarmonie, le storture,
i diritti e le libertà negate, le lacerazioni di una moderna
contemporaneità.
Mi piace immaginare il nostro Roberto, corredato
di macchina fotografica e con il suo obiettivo d’anima
aperto sul mondo, aggirarsi per le piazze, le strade,
le colline di una Firenze trasudante di chiese, monumenti
e palazzi storici, ampie strade e viuzze che
portano a luoghi segreti ma anche ai quartieri popolari,
nonluoghi di anonime storie, di vita palpitante
di voci e rumori, come anche di verdi e accoglienti
colline che la circondano, sentieri storici, terre cariche
di sapori e colori della Toscana. Lo osserviamo
mentre transita in piazza Santa Croce, in piazza
Santo Spirito o va per vicoli, angoli suggestivi di una
vecchia città, per poi riprendere fiato e respiro sulle
verdi colline di Fiesole, di Bivigliano e in direzione
del mare di Calambrone.
Una poesia la sua che dal vivo delle visioni tramuta
in intime riflessioni, si fa miscela di realtà e ri-
ferimenti storici, passa dal dialogo alle interrogazioni
con una solarità e leggerezza di immagini ed
espressioni, caratteristiche che mettono in risalto il
titolo della composizione Amo le parole.
Questo è Mosi nella raccolta Il profumo dell’Iris,
edizioni Gazebo del 2018 e nell’avvio di un percorso
che lo porterà subito dopo in una terra privilegiata
a cui pone particolare attenzione e amore, come la
selvaggia e profumata Maremma collegata al suggestivo
mondo etrusco. Parliamo allora della raccolta
Navicello etrusco del 2018, edizioni Il Foglio, una
vera, palpitante e minuziosa traversata di mari, pianure,
di un territorio che da subito si ammanta di divinità,
magiche fonti ed isole di fascino, antiche
transumanze e città favolose come Antiochia e Populonia
col suo castello. Scopriamo un poeta che sostiene
la sua poesia attraverso il ricorso ad una
notevole cultura mitologica che si fa minuzioso e
prezioso racconto con la dea dell’amore e della fertilità
Turan, la figura di Febo o Apollo che dir si voglia,
e Tagete la divinità che insegnò l’arte della divinazione
al popolo etrusco, infine l’eroe Dardano; insomma
leggende e stregonerie di un tempo favoloso,
tematiche e nature sognanti nelle quali egli si immerge
e da cui si risveglia bruscamente assillato da
vicende di scottanti e moderne tragedie come il disastro
della nave Moby Prince, il flusso e la tragedia
dei migranti, come nella bella poesia La spiaggia della
Sterpaia. Passato e presente, come sempre in Mosi, si
fanno miscela stupefacente di una vivificante poetica.
Altri territori attirano lo sguardo poetico del nostro
scrittore ed allora è la volta della raccolta Orfeo
in Fonte Santa edita da Ladolfi nell’anno 2019.
L’estratto della raccolta si apre con citazioni da Publio
Ovidio Nasone e Rainer Maria Rilke e ancora una
volta sono i territori suggestivi della Toscana verso
cui si dirige ed è la Maremma a colpire il cuore di
Mosi che ci presenta storie, leggende, mitologie attorno
alla sua Fonte sacra, o Fonte dei baci, luogo, sosta
e transito di pastori, migrazioni, conflitti e bellezze
naturali senza pari a cui unisce il canto magico di
Orfeo in un poemetto suddiviso in diciotto parti o
movimenti, fitto di riferimenti alla storia dei luoghi
che come sempre si mescola alle riflessioni sulla contemporaneità
dei fatti. Dunque Fonte Santa è un
luogo magico e magicamente cantato, animato da
eroi partigiani come David, la cui storia ci viene
espressamente narrata dall’autore a fine capitolo e
che ci stupisce per come egli riesca a mescolare nel
suo canto lirico, cultura, natura, vicende aspre e dolorose
insieme in un narrato estremamente musicale.
Marcel Proust, con la sua infinita e suggestiva ricerca
sul tempo, affascina e trascina Mosi, lo spinge
a indagare sulla sua filosofia poetica e umana, a partecipare
ai dibattiti, agli incontri istituiti per celebrare
e riflettere sull’opera del grande scrittore
francese. Da qui nascono i suoi Dialoghi con Proust,
riportati in questa sua antologica: due bellissime
poesie in risposta ai temi proposti dalla rivista LaRecherche
per gli anni 2018 e 2019 – Incontri e Amiche e
amici – dai titoli Opus magistri Jocti e Sul fiume di notte.
L’autore nella sua multiforme attività di ricerca intellettuale
e di interesse sulla condizione umana,
volge il suo sguardo verso la terra della follia, immergendosi
in quella sponda di San Salvi (presidio
ospedaliero fiorentino psichiatrico fino a poco tempo
fa) un po’ come la grande Alda Merini entra nella
sua Terra santa ed attacca la sua Sinfonia per San Salvi,
edizioni Il Foglio 2020. Il poeta ci introduce con modalità
simili a quelle dantesche nei padiglioni infernali
delle Agitate e con un fiume di immagini e
riferimenti storici, come usa fare, si sofferma su
quelle terre denominate: La nave dei folli, Memorie, La
mappa della follia, Terra fertile, Follia dell’arte, Terra elettrica,
quest’ultima con specifico riferimento al poeta
Dino Campana, di cui trascrive una poesia.
Di particolare interesse e partizione sintattica e
musicale è la sezione tratta dal volume Promethèus -
Il dono del fuoco, edito da Ladolfi, 2020. Il poeta
prende spunto dalla storia del titano Prometeo che,
trasgredendo agli ordini di Zeus, fece dono agli uomini
del fuoco dando inizio alla loro condizione
umana. Un capitolo suddiviso in due parti più un
intermezzo, dedicato alla Grande Porta sul Fiume e all’omaggio
all’architetto e urbanista Giuseppe Poggi,
composte a loro volta in movimenti e tempi di cui la
prima parte dedicata a varie tematiche e la seconda
in cui viene personalmente coinvolto Prometeo. Una
composizione robusta che prende a modello la suite
musicale I Quadri di un’esposizione di Modest Petrovič
Musorgskij e che ripropone sia il vedutismo di
Mosi su territori e personaggi in cinque movimenti:
Quadri, Confini, Metamorfosi, Grotte, Follia, che il collegamento
con l’origine del fuoco e la scienza, attraverso
il mito, la speranza, l’angoscia e la salvezza ed in
cui il poeta fa sfoggio della sua illuminante cultura.
Le altre parti di questa ampia scrittura sono tratte
dai volumi Eratoterapia edito da Ladolfi, 2017, da Il
nostro giardino globale, e-book 2023 per la mostra del
Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze e,
per finire, da I nostri giorni poesie tratte dalla rivista
Area di Broca che contengono liriche di scottante attualità,
soprattutto le ultime – Rivoluzione digitale e
Intelligenza artificiale. Eratoterapia è una sorta di elogio
alla cura poetica del corpo e della mente con immagini
umane e naturali proprie del poeta, bella la
lettera a Marta per l’incitamento a scrivere i suoi
primi versi e la poesia Amo le Parole che dà il titolo
alla raccolta. Di carattere squisitamente ambientale
la raccolta Il nostro giardino globale dove trovano spazio
tematiche di grande attualità contemporanea
come il riscaldamento della Terra, la siccità, l’inquinamento,
le plastiche, tutte le varianti di un inesorabile
degrado, mentre nella ultima sezione I nostri
giorni sono le lacerazioni esistenziali tra i popoli e
all’interno delle società a dominare con la loro
asprezza e dolorosa contaminazione, dalla pandemia,
alle guerre, ai difficili rapporti nella rete.
Se dunque bisogna trarre una nota conclusiva per
questa vasta antologica che copre ben sette anni di
poetica e di una vita intensa di eventi, studi, presentazioni,
socialità, vorrei anche ricordare le sue molteplici
rappresentazioni su Dante Alighieri, le
infinite iniziative di un uomo divenuto nel tempo riferimento
intellettuale e testimone di una Firenze
contemporanea dotta, animata da tante competizioni
artistiche, anche attraverso riviste come Testimonianze
di cui è redattore.
Dobbiamo concludere che in Roberto Mosi alberga
lo spirito di un grande regista che, dall’alto
della sua arte rappresentativa e dal profondo della
sua anima, sa trasmettere emozioni e riflessioni che
ci trascinano attraverso il tempo, dense di visioni e
di cultura, di attori e territori che rappresentano la
nostra vicenda di uomini contemporanei o che
hanno rappresentato quella del nostro passato, fin
dalle origini con le infinite e suggestive sfumature
della storia.
Carmelo Consoli





















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