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martedì 7 aprile 2026

Mariella Bettarini parla di "Amo le parole", l'Antologia di Roberto Mosi: 7 libri di poesia - In "La Toscana nuova", novembre 2024 - La recensione di Silvia Ranzi in "Pegaso". - I dieci anni dell'Officina del Mito





Mariella Bettarini parla dell’Antologia poetica di Roberto Mosi

 

Il libro di Roberto Mosi - Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi Ed. - antologizza ben sette volumi e/o riviste usciti dal 2017 al 2023. Si tratta di una poesia sempre originale, assai personalizzata, vive di un pensiero originale ed onirico, oltre che decisamente “realistico”. Vorrei poter citare moltissimi testi, che sono quasi sempre vividi dei molti luoghi visitati dall’autore: anzitutto la città di Firenze e i suoi dintorni collinari. Tra i luoghi (chiese, palazzi, monumenti, piazze e così via) citerò “Palazzo Vecchio”, “Piazzale degli Uffizi”, “Peretola”, “Il nonno poeta”. A questo punto ci aggiriamo insieme all’autore per tantissimi luoghi del mondo: da Nord a Sud, da Est a Ovest. Seguendo – infine – la preziosa post-fazione dello scrittore–editore Giuliano Ladolfi, mentre lo scrittore Carmelo Consoli elabora una magnifica prefazione a tutto il libro.

Come fare per dare voce (e voce d’amore) a quasi duecento poesie da Mosi stesso antologizzate senza trascurarne troppe, e di tanti luoghi naturali, storici, artistici? Roberto Mosi è stato dirigente per la cultura alla Regione Toscana; si interessa di poesia, narrativa, fotografia, ricerche nel campo multimediale. Collabora a varie riviste e, in particolare, con “Testimonianze” (è presidente dell’associazione culturale) e con “L’area di Broca”. A questo punto mi è doveroso (e insieme spontaneo) dare voce all’amore verso le parole; dimostrare il suo (dell’autore e pure mio) “AMORE PER LE PAROLE”. E di parole amabili, da amare, il presente volume che comprende vari testi di poesia, ce ne sono davvero moltissime, iniziando dal primo dei libri qui antologizzati, Il profumo dell’Iris (edito nel 2018) per passare a Navicello etrusco (edito nel 2018) e Orfeo in Fonte Santa (2019), fino a Sinfonia per San Salvi (2020), a Promethéus (2021) a Il nostro giardino globale (2023) e, infine I nostri giorni.

Da Il profumo dell’iris cito versi tratti dalla poesia “L’Annunziata”: “Sulle strade di casa attraverso / Piazza dell’Annunziata. / Novanta passi è lunga / trenta le colonne, otto i bambini / in fasce, tondi bianchi di smalto / sessanta le api per il Granduca”. Da Navicello Etrusco, nel testo si legge: “La capanna, tronchi e rami / d’albero portati dal mare / tegole, embrici di un naufragio / sulla spiaggia della sterpaia / bagno del Nano Verde. / Il falò illumina il bambino / la mamma, Maria / giunti dalla Palestina / su un barcone di migranti. / Intorno il villaggio di sabbia / il disegno di strade e capanne / di animali in cammino / nel profumo di alghe e conchiglie / di pini e di macchie sempre verdi. / Intorno le luci affacciate / sul golfo, stelle comete, il volo / degli aerei in arrivo da oriente”. E ancora, ancora… Dal volume Eratoterapia cito i versi del testo “Il nonno poeta”: “Il nonno lavora? / “Si”. “Che lavoro fa?” / “Fa il poeta”. // Non è colpa mia / se Anna crede questo / del nonno. // È nell’età / dell’innocenza, le si può / concedere tutto. // Avrà pazienza la poesia / se la credono presente / in un centro per anziani”. Da Promethéus - Il dono del fuoco (2021): traggo da questa magnifica, più che complessa raccolta, alcuni versi: Angeli custodi: “Liberate i quadri dai musei / dalle mostre ordinate / da eruditi senza fantasia // dai racconti cuciti intorno / all’ego di registi boriosi // I quadri vivono dell’aria / delle strade, dei muri bagnati / dalla pioggia, dal lento disfarsi // Mostrano l’anima del quartiere / di quelli che l’abitano, volano / poi via come gli angeli custodi”. Da I nostri giorni, infine, La vita: “Esplode la vita nel mio / giardino dopo i giorni / della pandemia, le strade / piene di folla effervescente / ogni angolo pieno di tavolini. // Passa l’onda piena della risacca / bicchieri ambrati di vino / frastuoni di risate aggressive / cancellano i segni della passata / stagione, seppelliscono il silenzio.” La conclusione è tutt’altro che chiusura. Al contrario è vita, è ultra-sensibilità, è amore per la poesia, di cui questo lavoro di Roberto Mosi è totalmente permeato. All’autore i più sentiti complimenti e auguri dei nostri lettori e miei. 

 

 

Mariella Bettarini, nata a Firenze nel 1942, è “una delle voci più coraggiose e più originali nel campo delle iniziative culturali e della produzione poetica” (Giuliano Manacorda). Ha fondato nel 1973, con Silvia Battisti, la rivista Salvo Imprevisti - L’area di Broca, dal 1984 ha curato, con Gabriella Maleti, le Edizioni Gazebo; ha pubblicato sulla rivista Poesia la rassegna Donne e poesia, un’antologia di cento autrici italiane, pubblicata negli anni dal 1963 al 1999.





Il DECENNALE DELL’OFFICINA DEL MITO VERTERA’ SUL TEMA:

  LA CIVILTA’ ETRUSCA (2026)

ROBERTO MOSI

“AMO LE PAROLE”, LADOLFI EDITORE Primo Premio LIBRI POESIA “ALBEROANDRONICO” 2024

DISEGNI DI ENRICO GUERRINI

2016 I CONFINI DEL MITO     2018 LABIRINTO TRA CAOS E COSMO    2019 ORFEO CHI?

2020 PROMETEO    2021 IL CONCITTADINO DANTE         2022 Il GIARDINO GLOBALE

2023 ANTIGONE        2024 EROS           2025 ATHENA

ROBERTO MOSI
Fiorentino di nascita, dirigente per la cultura alla Regione Toscana, da un ventennio si è affermato quale poeta, fotografo di cicli iconografici, scrittore di narrativa   e saggi archivistici alla riscoperta di personalità che hanno segnato la fisionomia della Città dell’IRIS nei carismi della Toscanità

Ha pubblicato due Antologie liriche - “ POESIE 2009 -2016” e “ AMO LE PAROLE”( 2017 – 2023) Ladolfi Editore, prefazione di Carmelo Consoli  - che restituiscono il denso e variegato percorso lirico della sua produzione letteraria  su vari temi nell’esplorazione della Cultura del territorio, luoghi e non luoghi  al crocevia tra STORIA e MITO quale perno portante la sua poetica, il culto per l’amata Florentia nelle sue strade, vicoli, siti panoramici e monumentali, il richiamo per la tutela dell’ecosostenibilità ambientale,  le istanze di un Umanesimo  civile e solidale da difendere, la narrazione della follia ai tempi dei presidi  psichiatrici dei manicomi di S. Salvi, la ricerca  immersiva nel Naturalismo appagante e riesumato di verità ancestrali, itinerari introspettivi e spirituali in cui echeggiano stratificazioni MITICHE, interfacciando L’ANIMA LOCI  o  GENIUS LOCI dai suggestivi riverberi evocativi.

Amo le parole / che si sollevano / dalle strade/ con il respiro / della poesia.    Amo le parole / che rotolano per / terra / vestite di pane e / di vino.       Amo le parole / che vagano nella / mente / nel silenzio / assordante / dell’io.     Amo le parole / che navigano sul / mare / verso l’isola di / ogni perché.   Amo le parole / che volano nel / mondo / nelle ali i colori / della pace.  (LIRICA: AMO LE PAROLE)

Le sue liriche intrecciano accenti intimi a rimandi semantici nelle ritualità della memoria su piani interdisciplinari: tra reale ed ideale, contingente e sovratemporale, passato e presente, Mito ed utopia, materia e spirito.

Nella veste di poeta e fotografo ROBERTO MOSI  ha fondato l’OFFICINA DEL MITO con l’artista ANDREA SIMONCINI ed altri esponenti rinomati del milieu fiorentino, appartenenti alla società di Belle Arti - Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, approdando al decennale di eventi  espositivi su temi legati al Mito i cui cataloghi sono stati curati  da VIRGINIA BAZZECHI: artisti quali ROSA CIANCIULLI, GUIDO DEL FUNGO, ENRICO GUERRINI, GIOVANNI MAZZI, SALVATORE MONACO, MARGHERITA OGGIANA, ANDREA ORTUNO,  ZERVA PARASKEVI, ANGIOLO PERGOLINI, ROBERTO ROMOLI e la partecipazione  del musicista UMBERTO ZANARELLI.

Il MITO - racconto simbolico ed immaginifico di esseri divini, eroi e discese nell’ OLTRE - contrapposto in età classica a LOGOS (argomentazione razionale) - è una IEROFANIA che possiede valore storico ed archetipale universale, sconfinando nella dimensione extratemporale, portando ad un ampliamento di coscienza che si connette con le frontiere delle personificazioni e simbolismi peculiari delle Arti visive. 

 Il concetto moderno di MITO ha un campo di applicazione ampio nell’ambito della storia delle Religioni: naturalismo allegorico, antropologico e sociale.

JOHANN JAKOB BACHOFEN, storico ed antropologo svizzero, sostiene che il mito incarna la lingua primordiale della condizione umana nelle sue valenze metastoriche (forze trascendenti, extraumane, panteismo); autore del saggio “Il simbolismo funerario degli antichi” (1859) ha posto le basi per la  “Storia delle immagini” che influenzerà pensatori come Aby Warburg e Walter Benjamin.

Tale concetto nel ‘900 trova riscontro nelle opere del rumeno Mircea Eliade, storico delle religioni ed antropologo (1907 – 1986), nel saggio: “Il mito dell’eterno ritorno” (1949). Egli afferma: “Il SACRO è insomma un elemento della struttura della coscienza e non è uno stadio nella storia della coscienza stessa”

ERNST CASSIRER filosofo tedesco naturalizzato svedese, dopo GB. VICO (la moderna scienza del mito ha il suo atto di nascita) E. SCHELLING, diviene il pensatore che in modo sistematico si è dedicato allo studio estetico del Mito: nei suoi testi “Filosofia delle forme simboliche” (1923 -’25) e in “Linguaggio e mito” (1925) afferma l’autonomia semantica del simbolismo mitico quale prodotto della creatività dello spirito umano. Si avvicendano gli studi psico-etnologici influenzati dal Positivismo e dall’Evoluzionismo. WILHELM WUNDT, psicologo, fisiologo e filosofo tedesco, seguendo questo indirizzo di ricerca, ritiene il MITO un prodotto dell’immaginazione che appartiene al mondo sentimentale e rappresentativo definito “Appercezione mitica” (“Psicologia dei popoli”1900 –‘1920). La sua enfasi è sull’analisi dei contenuti mentali per comprendere la loro struttura e giungere alla “sintesi creativa” dove l’unione delle parti crea un tutto nuovo.

 E’MILE DURKHEIM (Epinal 1858 - Parigi1917), sociologo, filosofo, storico delle religioni, fondatore del “Funzionalismo” di scuola francese: il Mito una proiezione che riflette le caratteristiche della vita sociale dell’uomo connessa con la tradizione e la continuità della cultura nella connessione con le realtà soprannaturali primigenie.  Decisivo sarà lo sviluppo della PSICOLOGIA DEL PROFONDO   che a partire dal suo pioniere SIGMUND FREUD rese possibili nuovi orientamenti negli studi mitologici.

 La funzione dei Miti - potenze cosmiche, esseri divini, eroi - nella loro sacralità teogonica, cosmogonica, antropogonica, secondo la teoria dell’INCONSCIO COLLETTIVO di CARL GUSTAV JUNG (1875 -1961) assume il ruolo di veicolare simboli quali proiezioni degli “Archetipi” o idee madri della psiche arcaica, “massa ereditaria spirituale che rinasce in ogni struttura cerebrale individuale”. La scuola fenomenologica con KAROLY KERENYI (1897 – 1973), filologo classico e storico delle religioni ungherese, individua per i miti classici l’origine nei mitologemi primordiali: una sorta di materiale originario che la fantasia mitopoietica elabora secondo regole riconducibili all’ “Evoluzione storica”.

Congratulazioni a ROBERTO MOSI per il suo itinerario composito nella dialettica tra verso lirico e immagine fotografica, per la sua vocazione esplorativa multisensoriale e analitica delle sottese radici culturali nei riverberi della natura, storia del territorio, urbanesimi, fisionomie di Umanesimi alla ricerca di verità vaticinanti nel rapporto con il Divino. Ringraziamo l’OFFICINA DEL MITO per l’apporto culturale insito nell’alleanza “fenomenologica” tra l’Arte e le valenze sublimatrici del Mito quale scrigno di verità primigenie universali, nel dialogo tra passato e presente secondo rinnovate Iconografie ad opera dei singoli artefici: speculazione ispirativa, prassi stilistica ed atti ermeneutici delle rappresentazioni paradigmatiche.         

                     SILVIA RANZI

LIRICA DI ROBERTO MOSI dalla Silloge “Navicello etrusco” (Il Foglio, Piombino, 2018)

LO SPECCHIO DI TURAN – IL VULCANO

Il vulcano /sprigiona fuoco / e fumo sulla / spiaggia, nel / cratere legni della / pineta. / Il gioco di questa / mattina. / Le onde lo / circondano / a tratti, lo / lasciano libero.  Si rinnova l’Arte / degli Etruschi: / forni fusori per / fondere pirite / dell’Elba e sulla / sabbia ai nostri / piedi brillano al / soli pezzi / di argilla rossa, / polvere di ferro/ frammenti di altri / tempi.  Un’onda travolge / il vulcano, /il gioco di questa / mattina.



 

 

 

  

 

 

giovedì 26 settembre 2024

Carmelo Consoli receives the 1st "Città di Forlì" Prize for the Preface to "I love words. Poems 2017-2023" by Roberto Mosi, Ed. Ladolfi


A Carmelo Consoli il 1° Premio "Città di Forlì" per la Prefazione a "Amo le parole. Poesie 2017-2023" 

di Roberto Mosi, Ed. Ladolfi



 


The enchantment of words 


All of Roberto Mosi's poetry is grafted onto


a tireless crossing of territories and images


of a time that borders on the contemporary


past and ancient times, connecting with ease


to the myth that supports and ennobles all its architecture


constructive.


Long-time poet and photographer, his word


poetics relies in the first instance on an emotional


vision of the places visited and the characters


represented through an infinite search for


their secret and most intimate expression of soul and of


history. A warm and throbbing humanity crowds in


poetics of Mosi meeting the enchanted eyes


of the poet who recites the details is one


daily existential dynamics than a reconstruction


exciting and evocative history. Roberto is not


certainly only a skilled photographer, from whom they arise


exciting flashes of action and verses full of life, not


it limits itself to staging snapshots of humanity


and of life-giving natures but, as a man of high culture


and as a passionate follower of the world of myth,


he constantly enriches his verses with a version


deifying of human existence.


PREFAZIONE


L’incanto delle parole

 

Tutta la poesia di Roberto Mosi è innestata su

un’instancabile attraversata di territori e immagini

di un tempo che dal contemporaneo sconfina nel

passato e nell’antico, collegandosi con disinvoltura

al mito che ne sorregge e nobilita tutta l’architettura

costruttiva.

Poeta e fotografo di lungo corso, la sua parola

poetica si affida in prima istanza ad un’emozionante

visione dei luoghi transitati e dei personaggi

rappresentati attraverso un’infinita ricerca della

loro segreta e più intima espressione d’anima e di

storia. Una calda e palpitante umanità si affolla nella

poetica di Mosi andando incontro agli occhi incantati

del poeta che ne declama i dettagli sia di una

quotidiana dinamica esistenziale che di una ricostruzione

storica esaltante e suggestiva. Roberto non è

certo solamente un abile fotografo, da cui nascono

emozionanti flash d’azione e versi densi di vita, non

si limita a mettere in scena fotogrammi di umanità

e di vivificanti nature ma, da uomo di elevata cultura

e da appassionato seguace del mondo del mito,

arricchisce costantemente i propri versi di una versione

deificante della esistenza umana.

La raccolta di Mosi, una retrospettiva di ben sette

anni di pubblicazioni dal 2017 al 2023, ci mostra

come nel tempo il poeta abbia indirizzato la sua attenzione

ed il suo cuore verso un mondo carico di

esaltazioni e sofferenze, di problematiche ambientali

e logorii esistenziali, di fascini e leggende, di sapienza

storica e abile documentazione, confermando

di saper fare poesia a tutto tondo e sempre in modalità

di stupore e leggerezza ma anche con profondità

dialogiche di tutto rispetto come nel caso dei suoi

Dialoghi con Marcel Proust e con personali gratificazioni

emozionali come in Orfeo in Fonte Santa e Sinfonia

per San Salvi.

Ed allora in questa spettacolare carrellata filmica

seguiremo le vicende di una Firenze trasmutata nei

propri rientri e angoli cittadini dalla fantasia di un

poeta innamorato, ci inoltreremo per piazze, strade,

colline, coste leggendarie di una Maremma carica di

divinità e moderne tragedie, nelle terre delle sacre

fonti e delle contese partigiane, nei territori delle follie

manicomiali di un presidio psichiatrico come San

Salvi, nelle vivificanti viscere di un mitico Prometeo

con i suoi richiami a territori di passate ed attuali

rappresentazioni esistenziali. Ed infine giungiamo

nel nostro mondo contemporaneo con tutte le anomalie

e distorsioni di un tempo carico di lacerazioni

ed inquietudini, nelle due raccolte finali del volume

Il nostro giardino globale ed I nostri giorni.

Davvero spettacolare la visione d’insieme di questa

antologica dove qualsiasi rappresentazione è

completa di dettagli e riferimenti, dove ogni raccolta

si arricchisce di illuminanti incipit, richiami culturali

a grandi personaggi dell’intelletto umano, di spunti

e considerazioni preziosi e dove il linguaggio poetico

ha infinite variazioni nella costruzione lessicale

e nelle partiture costruite in movimenti, tempi che

creano particolari musicalità ed effetti semantici

oscillanti dalla visione estatica al dialogo, dal racconto

alle interrogazioni. Un volume in cui entreremo

nei dettagli con l’immaginazione e lo stupore

dello stesso poeta, un personaggio certamente animato

da un grande amore verso la bellezza e la grazia

della vita che nei secoli e dai secoli ha cercato di

estrarre e valorizzare gli aspetti gratificanti non

mancando di sottolineare le disarmonie, le storture,

i diritti e le libertà negate, le lacerazioni di una moderna

contemporaneità.

Mi piace immaginare il nostro Roberto, corredato

di macchina fotografica e con il suo obiettivo d’anima

aperto sul mondo, aggirarsi per le piazze, le strade,

le colline di una Firenze trasudante di chiese, monumenti

e palazzi storici, ampie strade e viuzze che

portano a luoghi segreti ma anche ai quartieri popolari,

nonluoghi di anonime storie, di vita palpitante

di voci e rumori, come anche di verdi e accoglienti

colline che la circondano, sentieri storici, terre cariche

di sapori e colori della Toscana. Lo osserviamo

mentre transita in piazza Santa Croce, in piazza

Santo Spirito o va per vicoli, angoli suggestivi di una

vecchia città, per poi riprendere fiato e respiro sulle

verdi colline di Fiesole, di Bivigliano e in direzione

del mare di Calambrone.

Una poesia la sua che dal vivo delle visioni tramuta

in intime riflessioni, si fa miscela di realtà e ri-

ferimenti storici, passa dal dialogo alle interrogazioni

con una solarità e leggerezza di immagini ed

espressioni, caratteristiche che mettono in risalto il

titolo della composizione Amo le parole.

Questo è Mosi nella raccolta Il profumo dell’Iris,

edizioni Gazebo del 2018 e nell’avvio di un percorso

che lo porterà subito dopo in una terra privilegiata

a cui pone particolare attenzione e amore, come la

selvaggia e profumata Maremma collegata al suggestivo

mondo etrusco. Parliamo allora della raccolta

Navicello etrusco del 2018, edizioni Il Foglio, una

vera, palpitante e minuziosa traversata di mari, pianure,

di un territorio che da subito si ammanta di divinità,

magiche fonti ed isole di fascino, antiche

transumanze e città favolose come Antiochia e Populonia

col suo castello. Scopriamo un poeta che sostiene

la sua poesia attraverso il ricorso ad una

notevole cultura mitologica che si fa minuzioso e

prezioso racconto con la dea dell’amore e della fertilità

Turan, la figura di Febo o Apollo che dir si voglia,

e Tagete la divinità che insegnò l’arte della divinazione

al popolo etrusco, infine l’eroe Dardano; insomma

leggende e stregonerie di un tempo favoloso,

tematiche e nature sognanti nelle quali egli si immerge

e da cui si risveglia bruscamente assillato da

vicende di scottanti e moderne tragedie come il disastro

della nave Moby Prince, il flusso e la tragedia

dei migranti, come nella bella poesia La spiaggia della

Sterpaia. Passato e presente, come sempre in Mosi, si

fanno miscela stupefacente di una vivificante poetica.

Altri territori attirano lo sguardo poetico del nostro

scrittore ed allora è la volta della raccolta Orfeo

in Fonte Santa edita da Ladolfi nell’anno 2019.

L’estratto della raccolta si apre con citazioni da Publio

Ovidio Nasone e Rainer Maria Rilke e ancora una

volta sono i territori suggestivi della Toscana verso

cui si dirige ed è la Maremma a colpire il cuore di

Mosi che ci presenta storie, leggende, mitologie attorno

alla sua Fonte sacra, o Fonte dei baci, luogo, sosta

e transito di pastori, migrazioni, conflitti e bellezze

naturali senza pari a cui unisce il canto magico di

Orfeo in un poemetto suddiviso in diciotto parti o

movimenti, fitto di riferimenti alla storia dei luoghi

che come sempre si mescola alle riflessioni sulla contemporaneità

dei fatti. Dunque Fonte Santa è un

luogo magico e magicamente cantato, animato da

eroi partigiani come David, la cui storia ci viene

espressamente narrata dall’autore a fine capitolo e

che ci stupisce per come egli riesca a mescolare nel

suo canto lirico, cultura, natura, vicende aspre e dolorose

insieme in un narrato estremamente musicale.

Marcel Proust, con la sua infinita e suggestiva ricerca

sul tempo, affascina e trascina Mosi, lo spinge

a indagare sulla sua filosofia poetica e umana, a partecipare

ai dibattiti, agli incontri istituiti per celebrare

e riflettere sull’opera del grande scrittore

francese. Da qui nascono i suoi Dialoghi con Proust,

riportati in questa sua antologica: due bellissime

poesie in risposta ai temi proposti dalla rivista LaRecherche

per gli anni 2018 e 2019 – Incontri e Amiche e

amici – dai titoli Opus magistri Jocti e Sul fiume di notte.

L’autore nella sua multiforme attività di ricerca intellettuale

e di interesse sulla condizione umana,

volge il suo sguardo verso la terra della follia, immergendosi

in quella sponda di San Salvi (presidio

ospedaliero fiorentino psichiatrico fino a poco tempo

fa) un po’ come la grande Alda Merini entra nella

sua Terra santa ed attacca la sua Sinfonia per San Salvi,

edizioni Il Foglio 2020. Il poeta ci introduce con modalità

simili a quelle dantesche nei padiglioni infernali

delle Agitate e con un fiume di immagini e

riferimenti storici, come usa fare, si sofferma su

quelle terre denominate: La nave dei folli, Memorie, La

mappa della follia, Terra fertile, Follia dell’arte, Terra elettrica,

quest’ultima con specifico riferimento al poeta

Dino Campana, di cui trascrive una poesia.

Di particolare interesse e partizione sintattica e

musicale è la sezione tratta dal volume Promethèus -

Il dono del fuoco, edito da Ladolfi, 2020. Il poeta

prende spunto dalla storia del titano Prometeo che,

trasgredendo agli ordini di Zeus, fece dono agli uomini

del fuoco dando inizio alla loro condizione

umana. Un capitolo suddiviso in due parti più un

intermezzo, dedicato alla Grande Porta sul Fiume e all’omaggio

all’architetto e urbanista Giuseppe Poggi,

composte a loro volta in movimenti e tempi di cui la

prima parte dedicata a varie tematiche e la seconda

in cui viene personalmente coinvolto Prometeo. Una

composizione robusta che prende a modello la suite

musicale I Quadri di un’esposizione di Modest Petrovič

Musorgskij e che ripropone sia il vedutismo di

Mosi su territori e personaggi in cinque movimenti:

Quadri, Confini, Metamorfosi, Grotte, Follia, che il collegamento

con l’origine del fuoco e la scienza, attraverso

il mito, la speranza, l’angoscia e la salvezza ed in

cui il poeta fa sfoggio della sua illuminante cultura.

Le altre parti di questa ampia scrittura sono tratte

dai volumi Eratoterapia edito da Ladolfi, 2017, da Il

nostro giardino globale, e-book 2023 per la mostra del

Circolo degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze e,

per finire, da I nostri giorni poesie tratte dalla rivista

Area di Broca che contengono liriche di scottante attualità,

soprattutto le ultime – Rivoluzione digitale e

Intelligenza artificiale. Eratoterapia è una sorta di elogio

alla cura poetica del corpo e della mente con immagini

umane e naturali proprie del poeta, bella la

lettera a Marta per l’incitamento a scrivere i suoi

primi versi e la poesia Amo le Parole che dà il titolo

alla raccolta. Di carattere squisitamente ambientale

la raccolta Il nostro giardino globale dove trovano spazio

tematiche di grande attualità contemporanea

come il riscaldamento della Terra, la siccità, l’inquinamento,

le plastiche, tutte le varianti di un inesorabile

degrado, mentre nella ultima sezione I nostri

giorni sono le lacerazioni esistenziali tra i popoli e

all’interno delle società a dominare con la loro

asprezza e dolorosa contaminazione, dalla pandemia,

alle guerre, ai difficili rapporti nella rete.

Se dunque bisogna trarre una nota conclusiva per

questa vasta antologica che copre ben sette anni di

poetica e di una vita intensa di eventi, studi, presentazioni,

socialità, vorrei anche ricordare le sue molteplici

rappresentazioni su Dante Alighieri, le

infinite iniziative di un uomo divenuto nel tempo riferimento

intellettuale e testimone di una Firenze

contemporanea dotta, animata da tante competizioni

artistiche, anche attraverso riviste come Testimonianze

di cui è redattore.

Dobbiamo concludere che in Roberto Mosi alberga

lo spirito di un grande regista che, dall’alto

della sua arte rappresentativa e dal profondo della

sua anima, sa trasmettere emozioni e riflessioni che

ci trascinano attraverso il tempo, dense di visioni e

di cultura, di attori e territori che rappresentano la

nostra vicenda di uomini contemporanei o che

hanno rappresentato quella del nostro passato, fin

dalle origini con le infinite e suggestive sfumature

della storia.


Carmelo Consoli




venerdì 20 ottobre 2023

I Pastori Antellesi e "Amo le parole. Poesie 2017-2023", Ladolfi Editore


                                                           LA STORIA DEI  PASTORI ANTELLESI

NELL’ ANTOLOGIA “AMO LE PAROLE. Poesie 2017-2023″, Ladolfi Editore, 2023

.

I Pastori Antellesi

si bsgnavano nelle acque

alla “Fonte dei Baci”.

“purificarsi al canto dell’amore”

.

Video Orfeo in Fonte Santa - Link







giovedì 5 ottobre 2023

Recensione “La Toscana Nuova” per la Nuova Antologia pubblicata da Giuliano Ladolfi






Recensione di Lucia Raveggi in “La Toscana Nuova”, ottobre 2023, pag. 59

 “Le liriche di Roberto Mosi – La nuova antologia “Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi Editore”

 


Roberto Mosi fiorentino di nascita, già dirigente per la cultura alla Regione Toscana, poeta, fotografo, scrittore, vive un momento importante del suo impegno. Ha pubblicato il romanzo storico “Barbari. Dalle Steppe a Florentia alla porta contra Aquilonem”, Masso delle Fate, 2022, e prosegue la sua partecipazione alle attività del Circolo degli Artisti “Casa di Dante”: nel trascorso mese di febbraio ha preso parte con le sue fotografie, alla mostra collettiva dell’Officina del Mito: “I mille volti di Antigone”.

Per la poesia di rilievo la pubblicazione del libro: “Amo le parole. Poesie 2017-2023”, Ladolfi Editore, la seconda antologia dell’autore che presenta in quarta di copertina la lirica “Amo le parole”.  “In questa spettacolare carrellata filmica – dalla prefazione di Carmelo Consoli - seguiremo le vicende di una Firenze trasmutata dalla fantasia di un poeta innamorato, ci inoltreremo per piazze, strade, colline, nelle terre delle sacre fonti e delle contese partigiane, nei territori delle follie manicomiali di un presidio psichiatrico come San Salvi, nelle vivificanti viscere di un mitico Prometeo; ed infine giungiamo alle lacerazioni del mondo contemporaneo, il ritorno della guerra in Europa, la pandemia, la crisi climatica.” La raccolta Promethéus. Il dono del fuoco, compresa in questa antologia, è fra le opere segnalate al Premio Città di Como 2023. La prima antologia di Roberto Mosi, “Poesie 2009-2016”, Ladolfi Editore, presenta nella quarta di copertina la poesia Eroi e comprende le raccolte Nonluoghi, Luoghi del mito, Florentia, L’invasione degli storni, Concerto per Flora, Sinfonia per Populonia, Dialoghi con Marcel Proust; è stata premiata al concorso “Alda Merini” (2016) e al Premio Casentino (2017).

 

Amo le parole

 

Amo le parole

che si sollevano dalle strade

con il respiro della poesia.

 .

Amo le parole

che rotolano per terra

vestite di pane e di vino.

 .

Amo le parole

che vagano nella mente

nel silenzio assordante dell’io.

 .

Amo le parole

che navigano sul mare

verso l’isola di ogni perché.

 .

Amo le parole

che volano nel mondo

nelle ali i colori della pace.

 

 .

Gli eroi di Omero

 .

Il sole scende

dal carro e getta

l’armatura,

gli ultimi raggi

incorniciano la nave

all’orizzonte.

. 

Vespero alto

nel cielo

precede le stelle

per ogni dove,

sulle rive dell’ isola

abitano ancora

gli eroi di Omero.

.




Roberto Mosi, Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi Editore, 

Borgomanera (No), euro 14

Distributore Libro Co. Italia s.r.l. Via Etruria, 2/4/6 50026 San Casciano V.P. Firenze - Italia

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Libreria Salvemini, piazza Salvemini 18, Firenze

Giornalaio angolo via degli Artisti - via della Robbia


Nota Editore Ladolfi

La raccolta di Mosi, una retrospettiva di ben sette anni di pubblicazioni dal 2017 al 2023, ci mostra come nel tempo il poeta abbia indirizzato la sua attenzione e il suo cuore verso un mondo carico di esaltazioni e sofferenze, di problematiche ambientali e logorii esistenziali, di fascini e leggende, di sapienza storica e abile documentazione, confermando di saper fare poesia a tutto tondo e sempre in modalità di stupore e leggerezza ma anche con profondità dialogiche di tutto rispetto come nel caso dei suoi "Dialoghi con Marcel Proust" e con personali gratificazioni emozionali come in "Orfeo in Fonte Santa" e "Sinfonia per San Salvi".



domenica 29 settembre 2019

Jorie Graham "Fast": POETRY AFTER THE HUMAN - Presented at Villa Arrivabene








The book "fast" by the American poet Jorie Graham was released on September 19th of this year, published by the publisher Garzanti. On 20 September at Villa Arrivabene, in Florence, the collection was presented in the presence of the author and the translator, Antonella Francini, who gave rise to a fascinating conversation, introduced by the literary critic Niccolò Scaffai.
The credit for the initiative goes primarily to the comparative poetry magazine "Semicerchio", directed by Francesco Stella, at the U.S. Consulate. in Florence, which celebrates 200 years of the US presence in Tuscany, to the Municipality and the District Council 2.
The volume has an extremely elegant appearance, it is of considerable interest for the themes considered, extremely topical, for the freedom with which the author deploys various and innovative forms of writing, for the role it outlines for the poet today, of profound responsibility in the face of the worrying processes of degradation of our planet. The collection presents, it seems to us, a unique character, not simply attributable to the label of civil poetry or eco-poetry...

(Continues on Literary)

Link to Literary 30 September

"FAST"

È uscito il 19 settembre di questo anno il libro “fast” della poetessa americana Jorie Graham, pubblicato dall’editore Garzanti. Il 20 settembre a Villa Arrivabene, a Firenze, è stata presentata la raccolta alla presenza dell’autrice, della traduttrice, Antonella Francini che hanno dato vita ad un’affascinante conversazione, introdotta dal critico letterario Niccolò Scaffai.
Il merito dell’iniziativa va in primo luogo alla Rivista di poesia comparata “Semicerchio”, diretta da Francesco Stella, al Consolato U.S.A. a Firenze, che celebra i 200 anni della presenza USA in Toscana, al Comune e al Consiglio di Quartiere 2.
Il volume ha una veste quanto mai elegante, è di notevole interesse per i temi considerati, di estrema attualità, per la libertà con la quale l’autrice dispiega varie e innovative forme della scrittura, per il ruolo che delinea oggi per il poeta, di profonda responsabilità di fronte ai preoccupanti processi di degrado del nostro pianeta. La raccolta presenta, ci sembra, un carattere unico, non riconducibile semplicemente all’etichetta di poesia civile o di eco-poetry.
Jorie Graham è nata a New York nel 1950 ed è cresciuta in Italia, a Roma. Ha studiato alla Sorbona a Parigi e negli Stati Uniti, dove insegna scrittura creativa all’Università di Harvard ricoprendo il ruolo che fu del poeta irlandese, e premio Nobel, Seamus Heaney. Ha pubblicato tredici raccolte di versi e nel 1996 le è stato assegnato il Premio Pulitzer per la poesia. In Italia ha vinto il premio Nonino nel 2013 e il premio Ceppo Internazionale Bigongiari nel 2014.
Due commenti sulla sua poesia. Sul “The New York Times” troviamo “Per la poesia dopo il 1980, Jorie Graham è ciò che Bob Dylan rappresenta per il rock dopo il 1960. Entrambi hanno cambiato le regole dell’arte che hanno scelto.” Claudio Magris ha scritto “Graham scrive liriche contagiose e coinvolgenti, dove la parola ritrova la sua eticità e spiritualità tendendo all’infinito.”
La voce di Jorie Graham è senza dubbio una delle voci poetiche più importanti e significative dei nostri giorni. Si dice giustamente che la sua fama è planetaria e l’uscita di ogni suo libro è sempre un evento. Questa nuova raccolta appare profondamente personale, coinvolgente e innovativa, è una poesia “dopo l’umano”, esplora appunto i limiti dell’umano e le soluzioni del post-umano , che suscitano spavento e inquietudine. Le composizioni evocano le trasformazioni da cui è investita la Terra, tra vita modificata sotto i più vari aspetti, tra cyber-vita e forme stampate in 3D. La raccolta “fast” di pagina in pagina getta luce sulla nostra esistenza, sull’umanità che oggi sembra camminare al limite di un precipizio. In queste poesie, si può dire, non c’è il soggetto lirico, prevale la voce dell’ambiente, c’è un veloce divenire espresso anche nei caratteri, nel ritmo, nella disposizione della parola sulla pagina. I versi appaiono in forma orizzontale rispetto alla pagina, con spazi differenziati, ora dal flusso serrato, ora lento e disteso.





Giardino globale

(da R. Mosi, Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi Editore)

 

Il nostro giardino viaggia

              nello spazio infinito

tra luci di stelle in orbite

pulsanti verso confini dove

vive il tesoro di ogni perché.

 

Il giardino non ha confini

nessuna rete a limitare il passo

ogni vivente l’attraversa

lo sguardo libero l’abbraccia

da un mare, da un monte all’altro.

 

Il vento fattore di tanta

ricchezza, raggiunge ogni lato

del giardino, sparge nuova

vita, semi, fiori, frutti

nel canto frusciante di suoni.

 

Giardino, rifugio di differenze

spazio in movimento vitale

concatenato intreccio d’insetti

alberi, animali, compagni

instancabili dell’uomo

 

passeggero temporaneo

custode di questa mescolanza

planetaria, responsabile per

la consegna di ogni dono ai futuri

abitanti, nella Terra Giardino.


* * * * * *


Global garden

 

(from R. Mosi, I love words. Poems 2017-2023, Ladolfi Editore)

.

 

Our garden travels 

              in infinite space 

among the lights of stars in orbit 

buttons towards borders where 

the treasure of every why lives.

.

 The garden has no boundaries 

no net to limit the pace 

every living thing passes through it 

the free gaze embraces her 

from one sea, from one mountain to another.

. 

The wind is a big factor 

wealth, reaches every side 

of the garden, spreads new 

life, seeds, flowers, fruits 

in the rustling song of sounds.

. 

Garden, refuge of differences 

space in vital movement 

concatenated tangle of insects 

trees, animals, companions 

tireless of man

. 

temporary passenger 

guardian of this mixture 

planetary, responsible for 

the delivery of every gift to future people 

inhabitants, in the Garden Earth.

.