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sabato 20 novembre 2021

Dalla Mostra "Firenze calpestata" : ETERNO PRESENTE - "Si muove il corteo per San Marco / preceduto dallo spazzino / ...


           
            
             Eterno presente


Evaporano figure fissate al selciato
inquadrature sorprese dal basso
dinamiche degli arti inferiori,
camminare stazionare correre.
L’aria conosce il fumo del rogo.


Emerge dalla lapide il Frate
pantaloni neri a pois
incontra nella piazza figure felici.
Inizia un passo di danza la ragazza
scarpe rosa incrociate,
trascende in un giro di valzer
la coppia dei vigili urbani,
gioisce la diva su altissimi tacchi
e la star d’altri tempi.
Il Capitano del Popolo osserva
il ritorno di una gloriosa stagione,
assiste di lontano il carabiniere
incorniciato dal sole.
L’alano fiuta gli odori
che si spargono nell’aria.








Si muove il corteo per  San Marco
preceduto dallo spazzino
risuona il passo cadenzato dei fanti,
via Vacchereccia via Larga,
scivola silenziosa la monomoto.
Avanza la carrozza
fra ali festose di folla,
si scatena la corsa del popolo
per essere fra i primi ad ascoltare la parola.
Salutano l’arrivo scarpe rosse
macchiate di violenza.










Ho il sogno di vedervi rinsavire
ho il sogno di vedervi
spalancare porte e finestre.
Gettate la zavorra delle vostre sceneggiate
bruciate la vostra chincaglieria.
Basta credersi migliori
se si hanno cose
e zero senso dell’essere. *










La lapide rimane al centro
calpestata dal passo di un’ombra.
Pantaloni neri a pois.

R. M.



* Da Indignati. Prediche di Savonarola, a cura di S.Massini, EdizioniPiagge, Firenze 2012.   

martedì 2 aprile 2019

Guardare la città di notte dal letto del fiume




Inaugurata la Mostra del “barchino dei renaioli” - 

Fotografia e poesia
Aperta fino al 30 aprile 


Si è inaugurata con vivo successo, il 1° di aprile, la Mostra “Firenze di notte dal barchino dei renaioli”, nelle eleganti sale dell’Hotel Cellai di via XXVII Aprile 14. La grande fotografia che accoglie i visitatori nella hall dell’albergo, “Il barchino dei renaioli”, con i magici riflessi di mille colori delle acque dell’Arno la sera, è stata premiata (ottobre 2018) al Concorso Internazionale Stefano Ussi, promosso dal Circolo degli Artisti “Casa di Dante. 


Nella esposizione si uniscono a questa, altre dodici immagini riprese nel mese di luglio 2018, in occasione di una festa di compleanno sulla riva dell’Arno alla Società dei Canottieri, che si è conclusa con una gita sul fiume passando sotto il Ponte Vecchio e il Ponte a Santa Trinita, fino al Ponte alla Carraia. L’autore della Mostra, Roberto Mosi, aveva per compagna la macchina fotografica Olympus OM-D. Renaioli erano quei lavoratori che in passato prelevavano la sabbia dal fiume adoperando apposite barche.




L’esposizione pone in risalto – come hanno rilevato i visitatori all’inaugurazione - le prospettive nuove che si aprono dal letto del fiume sulla città, illuminate da un pullulare di ombre e di luci, di silenzi e di rumori lontani. I colori delle fotografie, con le luci della notte, acquistano un’intensità sorprendente, densa che riporta all’arte pittorica.



Marco Fantechi – docente della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – ha detto al momento del brindisi per l’inaugurazione, che la Mostra invita, nel susseguirsi delle immagini, a cogliere la sintonia fra poesia e fotografia, per la scelta “poetica” delle vedute, per l’alternarsi delle pause fra intensità della vita e silenzi, per la cura della scelta degli elementi della lingua poetica/fotografica. 





La Mostra all’Arteincasa/Cellai Boutique di Firenze rimarrà aperta fino al 30 aprile. I visitatori trovano in esposizione anche l’ultima raccolta di poesia di Roberto Mosi: “Il profumo dell’iris”, Gazebo Libri.

In questi stessi giorni rimane aperta la Mostra che lo stesso autore, con Adriana Levi, presenta alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, Piazza della Parte Guelfa: “Il Porcellino racconta la vita del Mercato”, esposizione dedicata alla scoperta di un angolo storico della stessa città di Firenze, quanto mai vivo, particolarmente amato dai turisti.







mercoledì 27 marzo 2019

Mostra foto "Firenze di notte dal barchino dei renaioli" , 1°-30 aprile


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Arteincasa/Cellai Boutique - Hotel Cellai via XXVII Aprile 14, Firenze – Tel. 055 062060665

Roberto Mosi, fotografo innamorato di Firenze

Roberto Mosi è stato premiato al Concorso Internazionale Stefano Ussi promosso dal Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, per la fotografia “Il barchino dei renaioli” (ottobre 2018), un tema che riprende con la mostra ad Arteincasa/ Cellai Boutique: “Firenze di notte dal barchino dei renaioli”. Nell’opera di Mosi è costante l’attenzione alla città di Firenze: fra le mostre realizzate “NONLUOGHI” (2009), “FLORENTIA” (2010), “MITO” (2011), “TRACCE” (2013), “FIRENZE RIFLESSA” (2013), “FIRENZE CALPESTATA” (2014), “FIRENZE DIETRO LA FACCIATA” (2015). Nella Playlist “Felicità” su YouTube, sono segnalati quaranta video che documentano la ricerca dell’autore sul rapporto fra fotografia, pittura e poesia. Alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa è in corso la mostra, realizzata insieme a Adriana Freddi, su un luogo vivo e suggestivo del centro cittadino: “H24 / Il Porcellino racconta la storia del Mercato”.

Di particolare rilievo la mostra personale al Circolo degli Artisti “Casa di Dante”: “Firenze, foto grafie”, 2016 (illustrata su YouTube: indirizzo  LnZv7r30CMw, e dall’omonimo e-Book, su www.larecherche.it). Nella mostra ha presentato in forma antologica i lavori dedicati alla città, ripresa in ogni angolo con lo sguardo curioso del flâneur che vaga curioso per le vie.

Fra le recensioni ricevute: G. Nobili Vitelleschi, Giornale dell’Arte online, luglio 2011, scrive su “MITO”: “Il primo passo dell’autore è muoversi intorno all'opera e cogliere lo “sguardo” sul paesaggio, per conquistare l'aura che la rende unica»; Silvia Ranzi, rivista “Pegaso” n. 12/2013, afferma: “La mostra “FIRENZE CALPESTATA” richiama la conservazione delle memorie storiche silenti sotto il calpestio dei passanti, come la lapide in Piazza della Signoria dedicata a Girolamo Savonarola. Ci offre rapide inquadrature di figure, sorprese in scorci dal basso, nella dinamica degli arti inferiori, nell’azione del camminare, correre, stazionare”; si veda inoltre “Fotografi in Toscana 2016”, Masso delle Fate, pag. 97.

 Roberto Mosi, già dirigente della cultura alla Regione Toscana, vive a Firenze, è impegnato nel campo della letteratura. Per la poesia ha pubblicato “Il profumo dell’iris” (Gazebo 2018), “Navicello Etrusco” (Il Foglio 2018), “Eratoterapia” (Ladolfi 2017) e l’Antologia “Poesie 2009-2016” (Ladolfi 2016). Per la narrativa: il romanzo “Esercizi di volo “(Europa Edizioni 2017); “Non oltrepassare la linea gialla” (Europa Edizioni, 2014) e la guida “Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone” (Il Foglio, 2013). Collabora con le riviste “Testimonianze” e “L’area di Broca”. Cura i Blog: www.poesia3002.blogspot.com; www.robertomosi.it. Email mosi.firenze@gmail.com .



mercoledì 20 marzo 2019

"Florence at night from the sandioli's boat" - A photographer in love with Florence // "Firenze di notte dal barchino dei renaioli" - Un fotografo innamorato di Firenze



"Florence at night from the sandioli's boat" - 

A photographer in love with Florence



Arteincasa/Cellai Boutique - Hotel Cellai via XXVII Aprile 14, Firenze – Tel. 055 062060665

Roberto Mosi, fotografo innamorato di Firenze

Roberto Mosi è stato premiato al Concorso Internazionale Stefano Ussi promosso dal Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, per la fotografia “Il barchino dei renaioli” (ottobre 2018), un tema che riprende con la mostra ad Arteincasa/ Cellai Boutique: “Firenze di notte dal barchino dei renaioli”. Nell’opera di Mosi è costante l’attenzione alla città di Firenze: fra le mostre realizzate “NONLUOGHI” (2009), “FLORENTIA” (2010), “MITO” (2011), “TRACCE” (2013), “FIRENZE RIFLESSA” (2013), “FIRENZE CALPESTATA” (2014), “FIRENZE DIETRO LA FACCIATA” (2015). Nella Playlist “Felicità” su YouTube, sono segnalati quaranta video che documentano la ricerca dell’autore sul rapporto fra fotografia, pittura e poesia. Alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa è in corso la mostra, realizzata insieme a Adriana Freddi, su un luogo vivo e suggestivo del centro cittadino: “H24 / Il Porcellino racconta la storia del Mercato”.
Di particolare rilievo la mostra personale al Circolo degli Artisti “Casa di Dante”: “Firenze, foto grafie”, 2016 
(illustrata dal servizio di Fabrizio Borghini su YouTube). 
Nella mostra ha presentato in forma antologica i lavori dedicati alla città, ripresa in ogni angolo con lo sguardo curioso del flâneur che vaga curioso per le vie.
Fra le recensioni ricevute: G. Nobili Vitelleschi, Giornale dell’Arte online, luglio 2011, scrive su “MITO”: “Il primo passo dell’autore è muoversi intorno all'opera e cogliere lo “sguardo” sul paesaggio, per conquistare l'aura che la rende unica»; Silvia Ranzi, rivista “Pegaso” n. 12/2013, afferma: “La mostra “FIRENZE CALPESTATA” richiama la conservazione delle memorie storiche silenti sotto il calpestio dei passanti, come la lapide in Piazza della Signoria dedicata a Girolamo Savonarola. Ci offre rapide inquadrature di figure, sorprese in scorci dal basso, nella dinamica degli arti inferiori, nell’azione del camminare, correre, stazionare”; si veda inoltre “Fotografi in Toscana 2016”, Masso delle Fate, pag. 97.
 Roberto Mosi, già dirigente della cultura alla Regione Toscana, vive a Firenze, è impegnato nel campo della letteratura. Per la poesia ha pubblicato “Il profumo dell’iris” (Gazebo 2018), “Navicello Etrusco” (Il Foglio 2018), “Eratoterapia” (Ladolfi 2017) e l’Antologia “Poesie 2009-2016” (Ladolfi 2016). Per la narrativa: il romanzo “Esercizi di volo “(Europa Edizioni 2017); “Non oltrepassare la linea gialla” (Europa Edizioni, 2014) e la guida “Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone” (Il Foglio, 2013). Collabora con le riviste “Testimonianze” e “L’area di Broca”. Cura i Blog: www.poesia3002.blogspot.com; www.robertomosi.it. Email mosi.firenze@gmail.com .


"Si apre sabato 20 febbraio, ore 16,30, alla Società delle Belle Arti - Circolo degli Artisti "Casa di Dante" (via Santa Margherita 1r) la mostra di Roberto Mosi dal titolo "Firenze, foto grafie" (sottotitolo "Mito ai non luoghi"). L'autore presenta in quest'occasione il risultato di un lavoro di oltre cinque anni, dedicato a riprendere, con sensibilità sociale e poetica, le immagini fotografiche della sua città che più suscitano emozioni, secondo un criterio circolare, dalle colline, alla periferia, al corso dell'Arno, al centro e alle vie della moda, ai vicoli dispersi in una rete di labirinti inaccessibili.
La Mostra che si apre sabato 20 febbraio a Firenze - e prosegue fino al 3 marzo; orario della Galleria dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Chiusa il lunedì - riporta i passaggi di questo percorso, idealmente diviso in otto tappe (o progetti) dai "nonluoghi", a Firenze città-mito, all' "altra Florentia", la città della speranza.
Roberto Mosi, impegnato da anni nel campo della fotografia, è attento all'interazione fotografia - poesia. Passaggi importanti le mostre presso sale espositive, biblioteche, caffè letterari. I titoli dei cicli fotografici: "Nonluoghi" (2009), "Florentia" (2010), "Itinera" (2011), "Mith in Florence" (2012), "Firenze riflessa" (2013), "Firenze, calpestata" (2014), "Firenze dietro la facciata" (2015), "Tracce" (2016, dedicata ai cantieri urbani di oggi). L'ultima mostra alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, "nei segnalibri per i libri dati in prestito".
Uno dei campi di ricerca, quello dei non luoghi, la parola coniata da Marc Augè per gli spazi attraversati da folle d'individui, dove non si costruisce identità. Nelle fotografie dell'autore questi luoghi acquistano, tuttavia, un tratto personale, vi è la capacità della fotografia di "trasformare anche i soggetti più inconsistenti in un unico immaginativo di grande importanza". L'attenzione dell'autore per Firenze spazia dalla cultura rinascimentale al ruolo d'icona odierna del turismo, grazie al glamour scintillante della moda e delle griffes internazionali al cospetto delle antiche vestigia (Mostra Firenze Riflessa).
Fra le ultime mostre Firenze calpestata, tema anch'esso ripreso nella prossima mostra fiorentina: l'attenzione è sulla città e le sue fisionomie storiche, silenti sotto il calpestio dei passanti, come la lapide in Piazza della Signoria posta a ricordo di Savonarola. Si offrono - è stato detto - inquadrature fotografiche di figure sorprese in scorci dal basso, nella dinamica degli arti inferiori. Ruotano una galleria di persone/personaggi: il/la turista, i podisti, la studentessa, ecc., per disegnare sulla mappa cittadina la vita brulicante dell'oggi. Una collezione di opere fotografiche che fa dello scatto digitale un'idea-immagine, un "dispositivo di senso" individuale e collettivo" .

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