Nella
città dell’Autore, Firenze, la Festa della Poesia, per l’inizio della Primavera,
è
stata celebrata in mille modi, sembrava di galleggiare su una miriade di
festeggiamenti, non c’è stata libreria, biblioteca, associazione culturale
degna di questo titolo, che non abbia dato
inizio alle danze, con recital,
musica, sfilate di poeti. La Festa si presenta forse, come una celebrazione di
maniera, ricorda un po’ San Valentino e i baci Perugina. Si può parlare
veramente di una nuova fioritura della poesia?
L’Autore,
sé dicènte poeta, comunque, non si è fatto sorprendere da questo appuntamento,
articolato per lui in quattro occasioni d’incontro per mostrare di quali vesti
si veste. L’aspetto più importante è
stato quello di passare rapidamente da un incontro all’altro, in giornate di
freddo polare con il vento gelido teso, ululante.
Nonostante questo, è stato
naturale il ricorso al suo mezzo tradizionale
di locomozione, la bicicletta, superando, tutto imbacuccato e zigzagando
fra le buche – a volte voragini – del selciato fiorentino, per farsi trovare
puntuale e in forma ai vari appuntamenti.
E’
da dire che dietro la sua condizione di forma, vi è un lavoro non indifferente
di preparazione atletica svolta in palestra, come mostra la documentazione
fotografica.
Il
primo incontro, dunque, con la presentazione (20 marzo) del numero della
rivista “L’area di Broca”, diretta da Mariella Bettarini, dedicato al tema
“Solitudini” (riportato online), presso il Circolo “Casa di Dante”.
Il
nostro Autore ha recitato la poesia : La solitudine del cavaliere
Cavaliere
solitario fiero
sul
ronzino,
la lancia tesa nel vento
sciarpa
azzurra di seta
per
scudo la bisaccia
colma
di storie di eroi.
Cavalca
in senso contrario
contro
le regole, inseguito
dalle
guardie, in mezzo
alla
folla, alle carrozze
ai
carri maleodoranti
fermi
al semaforo rosso.
Cavaliere
errante
in
sella al ronzino, sopra
i
gas di scarico la testa eretta,
si
scontra con le greggi
dei
penduli cellulari,
con
le mandrie dei turisti.
Corre
sul cavallo
per
mostruosi cantieri,
ruotano
mulini a vento
svettano
trivelle
occhieggiano
cavità
di
polveri fumanti.
Cantieri
officine
della
città, dei futuri
nonluoghi,
crogiolo
di
solitudini urbane.
Castello
incantato
la
meta ogni sera.
Lega
il ronzino al fanale
sale in alto, le storie
degli
eroi nella bisaccia.
Il
secondo incontro (21 marzo, ore 17) è stato curato dalla storica Camerata dei
Poeti: un recital poetico dedicato alla poetessa Duccia Camiciotti. Particolare
il luogo: la Sala Altana della Biblioteca Thouar, piazza Tasso, aperta sulle
splendide colline di
Bellosguardo.
L’Autore è stato premiato con un diploma al
merito per la poesia “Velia” tratta dalla recente raccolta
“Navicello Etrusco”, Il Foglio
Edizioni.
Vivono
nella luce le donne etrusche
libere
nella vita della casa, delle città,
senza arrossire allo sguardo
dell’uomo. *(Tito Livio)
Veila,
Tanaquila, Velia
Ati,
Culni, Larthia, nomi
incisi
sugli specchi di bronzo.
Vino,
musica, canti per la donna
distesa
sul triclinio, accanto
al
compagno, sotto lo stesso mantello.
Vesti
preziose, fibbie d’oro, pettini
d’avorio
giunti da terre lontane.
Per
virtù, energia, ambizione, scrivere.
Vi
aspettiamo, sorelle etrusche,
nel
nostro secolo, libere da ostacoli,
da
violenze, maestre di vita, di libertà.
Rapido
poi il passaggio dell’Autore alla manifestazione per i Sessanta anni della
Rivista “Testimonianze” che comprendeva uno spazio dedicato alla poesia.
E’
stato il momento per aprire le pagine della raccolta “Eratoterapia”, Ladolfi Editore e leggere le poesie “Aleppo
è vicina”
e “Il
nonno poeta” che così recita:
"Il nonno lavora?"
"Sì". "Che lavoro fa?"
"Fa il poeta".
Non
è colpa mia
se
Anna crede questo,
del
nonno.
E'
nell'età
dell'innocenza,
le si può
concedere
tutto.
Avrà
pazienza, la Poesia,
se
la credono presente
in
un centro per anziani.
Le
lunghe pedalate dell’Autore sono infine terminate il giorno seguente (22 marzo)
con l’appuntamento di chiusura della Mostra collettiva di nove artisti “Il
Labirinto, tra caos e cosmos” presso la sala di esposizione del Circolo “Casa
di Dante”.
L’appuntamento è stata l’occasione per festeggiare il successo della
Mostra che ha visto insinuarsi ancora una volta i versi del nostro Autore. Ecco
uno dei passaggi della raccolta ispirata dallo scrittore Jorge Luis Borges,
dedicata al “Filo di Arianna”:
Teseo
si avvicina
alla
tana del mostro
fra
i passaggi più riposti
fra
i meandri del labirinto,
in
mano il filo di Arianna.
La
Bestia può arrivare
in
ogni momento
nei
passaggi tortuosi
le
volte grondanti di terrore.
Risuonano
rumori,
gli
zoccoli furiosi.
Teseo
conosce la ferocia
della
bestia dai racconti
dai
libri della biblioteca.
Altri
libri sono ancora
da
leggere, per il colpo finale.
Uccidere
il Minotauro.
Oggi
la bicicletta dell’Autore, sé dicènte poeta, è dal meccanico mezza sfasciata,
provata dalle buche delle strade di Firenze.
Vi è tempo, ad ogni modo, per
ripararla prima degli appuntamenti del prossimo anno, per preparare nuove
raccolte e pensare ad una strategia di sopravvivenza.