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Roberto Mosi si interessa di poesia e fotografia. Per la Poesia: Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi 2019), Il profumo dell’iris (Gazebo 2018), Navicello Etrusco (Il Foglio 2018), Eratoterapia (Ladolfi 2017), Ritorni (Ladolfi 2026); le Antologie (Ladolfi): "Poesie 2009-2016" e "Amo le parole. Poesie 2017-2022". Fra i romanzi: con Ed. Pontercorboli: I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze, Il diario fiorentino di Rilke per Lou Salomé, Tre principesse francesi; con Masso delle Fate: Barbari.
"Poco
dopo il ristorante “Pennello”, in via Dante Alighieri, si apre un passaggio nell’edificio fra i numeri
civici 8 e 10, chiuso da un pesante cancello. “Conosco bene la storia di questo
passaggio – ci dice Hannah – veniva nominato il vicolo dello Scandalo e fu costruito nel XIV secolo su ordine della
magistratura fiorentina, per cercare di arginare l'insostenibile situazione di
pericolo dovuta alla vicinanza tra le famiglie dei Cerchi e dei Donati, dalla cui rivalità
erano nate le fazioni dei guelfi bianchi e neri.
Queste due famiglie erano in lotta tra di loro e il fatto di avere le proprie
case confinanti, faceva temere che si arrivasse al punto di abbattere i muri
interni di notte, per sorprendere i nemici nel sonno. Per questo fu deliberato
di separare le proprietà attraverso un vicoletto che per via della sua funzione
fu popolarmente chiamato dello Scandalo.
Oggi il passaggio è chiuso, sbarrato: sarebbe opportuno per i Settecento anni dalla scomparsa del
poeta, approvare un progetto che preveda il recupero di testimonianze significative,
come il vicolo dello Scandalo, e un
sistema di pannelli, diffuso nella città per orientare il percorso dei
visitatori per le strade di Firenze”.
X Premio
Letterario Internazionale
CITTÁ di SARZANA
Associazione Culturale Poeti Solo Poeti
Poeti
Susannasposaday14
info@poetisolopoetipoeti
Gentile Autore/Autrice, ROBERTO MOSI
Nel ringraziarLa per la
Sua partecipazione alla X Edizione del Premio Letterario
Internazionale Città di Sarzana, siamo lieti di comunicare che la Giuria ha
ultimato i lavori e Le ha conferito il seguente riconoscimento:
PREMIO SPECIALE
Firenze, in
itinere poesia per Dante
SEZ. B
Ogni sera Dante ritorna a casa
Ci complimentiamo con Lei e saremo onorati della Sua presenza alla Cerimonia di Premiazione Gran Gala che
avrà luogo Sabato 17 dicembre ore
20.00 presso Teatro degli Impavidi Comune di Sarzana ... per la
consegna del premio, iscrizione all’Albo D’Oro con incoronazione, medaglia,
diploma ed eventuale consegna antologia/e prenotate.
Il video riprende un brano del "Contrasto in ottava rima" di Renato Simoni,
ispirato alla tenzone poetica fra Dante e Forese Donati: l'esibizione è nel corso della presentazione alla SMS di Ponte a Mensola, Firenze, del libro di Roberto Mosi: "Ogni sera Dante ritorna a casa. Sette passeggiate con il poeta", Edizioni Il Foglio, Piombino 2021. Il libro illustra sette passeggiate, nel periodo della pandemia, di un gruppo di amici per le strade di Firenze per riscoprire insieme a pagine emozionanti di poesia, i luoghi che videro Dante crescere come uomo, affermarsi come politico e poeta, fino alla condanna all'esilio. La composizione porta il titolo "Dante e Mosi"; si riporta il testo completo. "Composizione di Renato Simoni dopo la lettura dei sonetti della tenzone poetica fra Dante e Forese Donati" "Mosi e Dante" (contrasto in Ottava Rima) Mosi / Sono i' Mosi poeta fiorentino, son stato dirigente alla Regione, della cultura percorro il cammino, di poetare colgo ogni occasione. Omaggio porgo al mio concittadino, col mio libello e grande devozione, sei ora sette secoli distante venerato, divino aedo Dante. Dante / Voi, popolo gretto e ignorante, mi cacciaste con fredda sicumera, e tu, in modo altero e arrogante, in casa mi rinchiudi ogni sera. D'immobiliarista hai sembiante, ma non è quella la mia casa vera, dentro pavoneggiate come artisti, fòri ciondolan torme di turisti. Mosi / Col tuo severo accento mi rattristi; concittadino son, per te poeta. Tu questa lingua bella mi fornisti ch'a sé l'anim'avvince e mi rallieta. D'ingegno e iniziativa non sprovvisti nel lockdown, ch'ogni incontro vieta, le ore cupe c'hanno rallegrate appresso a te le sette passeggiate. Dante / Brillanti sono state le pensate, non ti manca inver la fantasia; Boccaccio in altro tempo ne ha narrate in simile occasion di pandemia. Allegre sono state le brigate, ma far due passi cosa vo' che sia per me che nel mio viaggio ho messo il viso su Inferno, Purgatorio e Paradiso. Mosi / M'inchino a te che in modo ben deciso il viaggio hai raccontato in cento canti, ma io non sono stato mica assiso e di libri ne ho già scritti tanti. Di frequente la Musa mi ha sorriso, su molte scene io ne meno vanto. Se gli anni appresso non saranno avari chissà ch'io mi ritrovi tra i tuoi pari. Dante / Tanto gentile e tanto onesto pari, in fede mia m'ispiri tenerezza. Ma questo vezzo io non terrò guari e dirtelo io vo' in tutta franchezza: passati sono sette centenari, di questo mondo io non ho contezza e non mi stupirei se un giorno sia ch'io trovi la statua tua accanto alla mia. 20 novembre 2021, "Sguardo e Sogno": Ponte a Mensola, Firenze
Passeggiata Auser Firenze nel Medio Evo di Dante
Sabato 23 aprile è stata una bella occasione per incontrare l’Auser di Firenze e fare una bella passeggiata nel centro della città, guidata da Roberto Mosi, autore del libro “Ogni sera Dante ritorna a casa. Sette passeggiate con il poeta”, edizione Il Foglio. L’appuntamento con un nutrito gruppo di soci e con il presidente, Giovanni Dell’Olmo, è stato in via Santa Margherita davanti al Circolo della Casa di Dante. Il percorso si è snodato nel quartiere detto una volta “Sestiere di San Pier Maggiore dove Dante crebbe come uomo, incontrò Beatrice, mise su famiglia, si affermò come politico come poeta, fino alla condanna all’esilio nel 1302.
Ancora evidente l’origine medievale del quartiere, con le strade strette fra Case Torri, le mura delle case di pietra con i fori delle assi pontaie e piccole aperture per le finestre, una rete di vicoli e piccoli slarghi con rari raggi di sole. Fra le varie tappe, l’edificio dove il poeta venne alla luce e trascorse la sua vita (... I’ fu nato e cresciuto/ sovra ‘l bel fiume d’Arno alla gran villa – Inf. XXIII), nel periodo fiorentino, la Badia Fiorentina e la memoria di Ugo il Grande di Toscana con l’alto campanile dal quale le campane suonavano (e suonano, ancor oggi) le ore per i fiorentini ( Fiorenza dentro de la cerchia antica / ond’ella toglie ancora e terza e nona,/ si stava in pace sobria e pudica – Par. XV), la chiesa e la casa di Beatrice, nel Palazzo Portinari, il complesso delle torri, delle case e dei cortili, da una parte, della famiglia dei Donati, a capo dei Neri, e dall’altra, contigue, le proprietà della famiglia dei Cerchi, a capo della fazione dei Bianchi. Ci è stato possibile, in via eccezionale, visitare lo strettissimo e tortuoso vicolo – che il popolo chiamò “dello scandalo” – fatto costruire dal Comune per tenere divise le due fazioni nemiche.
Ed ancora, la lapide dedicata nel cortile di Palazzo Vecchio a Farinata degli Uberti e al suo amore per la sua città (Ma fu’ io solo, là dove sofferto/ fu per ciascun di torre via Fiorenza,/ colui che la difesi a viso aperto – Inf. X), piazza del Pesce, ai piedi del Ponte Vecchio, dove fu trucidato nel 1216 il giovane cavaliere Buondelmonte che non aveva mantenuto la promessa di sposare una giovane della famiglia degli Amidei, evento che diviene il germe di una contesa civile, fino alla formazione delle fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini ( o Buondelmonte, quanto mal fuggisti/ le nozze sue per altrui conforti!/ Molti sarebber lieti, che son tristi,/ se Dio t’avesse conceduto ad Ema/ la prima volta ch’a città venisti. – Par. XVI).
Il punto d’arrivo di questo percorso è, naturalmente, a piazza San Giovanni, presso la sede della Misericordia dove è posta la lapide con l preghiera di San Bernardo alla Madonna (Vergine madre, figlia del tuo figlio/ umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio – Par. XXXIII), e al Battistero, presso la Porta del Paradiso, di fronte al Campanile di Giotto, dove si trova la lapide con i versi che esprimono la speranza di Dante esule per una pubblica incoronazione a Firenze, nel Battistero di San Giovanni e per il riconoscimento del suo valore di “vate” (Par. XXV):
Se mai continga che ‘l poema sacro
al quale ha posto mano e cielo e terra,
sì che m’ha fat per molti anni macro,
vinca la crudeltà che fuor mi serra
del bello ovile ov’io dormì agnello,
nemico ai lupi che li danno guerra:
con altra voce omai, con altro vello
ritornerò poeta, e in sul fonte
del mio battesimo prenderò ‘l cappello;
Da parte nostra l’iniziativa è stata una bella occasione per mostrare alcuni dei luoghi danteschi secondo la visione che propone il libro “Ogni sera Dante ritorna a casa. Sette passeggiate con il poeta.”, Il Foglio; luoghi che più volte abbiamo ripreso in occasione del settimo centenario della morte del sommo poeta ( video all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=ta9QeiIPIAw ). L’incontro è stata anche una occasione per riprendere il contatto con l’associazione Auser impegnata nel campo del volontariato, con la quale anni orsono avevo collaborato per l’attuazione di progetti significativi nel campo della cultura e dell’educazione permanente, in particolare. Uno dei progetti, “La Città che apprende”, era rivolto a valorizzare le diverse risorse culturali ed educative per coinvolgere le persone di ogni età in processi di aggiornamento delle conoscenze e di sviluppo di consapevolezze critiche. Nell’ambito del progetto “La Città che apprende” erano previsti periodicamente incontri nazionali per la presentazione e il confronto delle esperienze realizzate in tutto il Paese e per programmare nuovi obiettivi.
L’appuntamento con un nutrito gruppo di soci e con il presidente, Giovanni Dell’Olmo, è stato in via Santa Margherita davanti al Circolo della Casa di Dante. Il percorso si è snodato nel quartiere detto una volta “Sestiere di San Pier Maggiore dove Dante crebbe come uomo, incontrò Beatrice, mise su famiglia, si affermò come politico come poeta, fino alla condanna all’esilio nel 1302.
Ancora evidente l’origine medievale del quartiere, con le strade strette fra Case Torri, le mura delle case di pietra con i fori delle assi pontaie e piccole aperture per le finestre, una rete di vicoli e piccoli slarghi con rari raggi di sole.
Fra le varie tappe, l’edificio dove il poeta venne alla luce e trascorse la sua vita (... I’ fu nato e cresciuto/ sovra ‘l bel fiume d’Arno alla gran villa – Inf. XXIII), nel periodo fiorentino, la Badia Fiorentina e la memoria di Ugo il Grande di Toscana con l’alto campanile dal quale le campane suonavano (e suonano, ancor oggi) le ore per i fiorentini ( Fiorenza dentro de la cerchia antica / ond’ella toglie ancora e terza e nona,/ si stava in pace sobria e pudica – Par. XV), la chiesa e la casa di Beatrice, nel Palazzo Portinari, il complesso delle torri, delle case e dei cortili, da una parte, della famiglia dei Donati, a capo dei Neri, e dall’altra, contigue, le proprietà della famiglia dei Cerchi, a capo della fazione dei Bianchi.
Ci è stato possibile, in via eccezionale,
visitare lo strettissimo e tortuoso vicolo – che il popolo chiamò “dello
scandalo” – fatto costruire dal Comune per tenere divise le due fazioni
nemiche.
Se mai continga che ‘l
poema sacro
al quale ha posto mano e cielo e terra,
sì che m’ha fat per molti anni macro,
vinca la crudeltà che
fuor mi serra
del bello ovile ov’io dormì agnello,
nemico ai lupi che li danno guerra:
con altra voce omai, con
altro vello
ritornerò poeta, e in sul fonte
del mio battesimo prenderò ‘l cappello;
Da parte nostra l’iniziativa è stata una bella occasione per mostrare alcuni dei luoghi danteschi secondo la visione che propone il libro “Ogni sera Dante ritorna a casa. Sette passeggiate con il poeta.”, Il Foglio; luoghi che più volte abbiamo ripreso in occasione del settimo centenario della morte del sommo poeta ( video all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=ta9QeiIPIAw ).
L’incontro è stata anche una occasione per riprendere il contatto con l’associazione
Auser impegnata nel campo del volontariato, con la quale anni orsono avevo
collaborato per l’attuazione di progetti significativi nel campo della cultura
e dell’educazione permanente, in particolare. Uno dei progetti, “La Città che apprende”,
era rivolto a valorizzare le diverse risorse culturali ed educative per
coinvolgere le persone di ogni età in processi di aggiornamento delle
conoscenze e di sviluppo di consapevolezze critiche. Nell’ambito del progetto “La
Città che apprende” erano previsti periodicamente incontri nazionali per la
presentazione e il confronto delle esperienze realizzate in tutto il Paese e
per programmare nuovi obiettivi.