giovedì 28 maggio 2026

L' interessante e partecipata presentazione del libro "Rabbia Social-e", curato da A. Gensini e L. Santoli - "L'arte ci salverà"

Alessio Gensini e Leonardo Santoli - Curatori "Rabbia social-e"





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L'intervento di Roberto Mosi


Il sentimento della rabbia 

 

    Nella collana Edizioni dell’Assemblea è stato pubblicato Rabbia social–e, un libro che ci fa vedere la rabbia da un punto di vista diverso dal solito. Il presidente dell’Assemblea, Antonio Mazzeo, ricorda nella presentazione del libro che la rabbia è un’emozione primaria che ci accompagna dalla nascita e che si manifesta spesso in modi aggressivi e violenti sia nella dimensione fisica (sociale) che in quella digitale (social). I curatori del libro, Alessio Gensini e Leonardo Santoli, ci invitano però a recuperare questa emozione come fonte di energia per azioni che hanno una ricaduta sociale positiva e contribuiscono a far crescere la comunità di cui siamo parte. Come non pensare a quella rabbia che diventa indignazione davanti all’ingiustizia, che contribuisce a far crollare i muri dell’indifferenza? Nella storia della Toscana emergono episodi in cui la rabbia è stata la spinta positiva per costruire una società più giusta, si pensi, fra tutti, alla partecipazione alla lotta contro il fascismo e per la Liberazione.

    Confesso che in un primo momento sono rimasto sorpreso dalla scelta del Consiglio Regionale di pubblicare un libro su questo tema non propriamente istituzionale; ho lavorato per anni presso gli uffici dell’Assemblea e per me il prototipo di questo tipo di impegno è rappresentato dai dodici volumi che nel 1980 raccolsero i risultati della dotta ricerca sul tema dei lavori all’Assemblea Costituente e le scelte che il legislatore operò per il Sistema delle Autonomie: ricordo bene, fra l’altro, che le pubblicazioni furono consegnate in forma solenne dal presidente del Consiglio, Loretta Montemaggi, al presidente della Camera Nilde Iotti, in occasione di un incontro al quale ero presente.

    La lettura del libro Rabbia social–e, che è disponibile in distribuzione gratuita, mi ha fatto ampiamente ricredere, ho apprezzato l’originalità e l’attualità della ricerca condotta dagli autori che hanno messo a fuoco un fenomeno di notevole rilievo soprattutto ai nostri giorni. I curatori Ezio Alessio Gensini e Leonardo Santoli, autori, rispettivamente, delle poesie presenti nel libro e della parte grafica, spiegano che la rabbia è innescata da problemi sociali collettivi. Ognuno di questi problemi è il risultato di una combinazione tra il tipo di società e gli squilibri in essa presenti: disuguaglianza economica, assenza di valide politiche pubbliche, scarsità di risorse, esistenza di leggi ingiuste e crisi di valori; questi problemi innescano conseguenze psicologiche notevoli dei problemi sociali, come ansia, depressione, rabbia e violenza, tendenza all’isolamento e delusione.  Il libro traccia un lungo percorso per i diversi profili dell’argomento con una ricca raccolta di contributi realizzati da persone competenti in vari rami della scienza e della cultura. 

    Da questo insieme variegato di contributi, emergono concetti chiave, ai quali abbiamo già fatto cenno:  1.  La doppia natura della rabbia, il carattere ibrido del fenomeno, sociale perché radicata in problemi collettivi reali e social-e perché trova nel web un’arena che ne amplifica la velocità e la portata.  2. Effetti psicologici e isolamento: il testo evidenzia come la rabbia collettiva si traduca a livello individuale in ansia, depressione, delusione e una crescente tendenza all’isolamento, spesso accentuato dal passaggio dei contatti sociali al piano puramente virtuale.  3. Il ruolo della pandemia: diversi autori sottolineano come il COVID-19 abbia compromesso il benessere psicosociale, spostando le interazioni simboliche nell’ambito digitale dove la rabbia è diventata una nuova pratica sociale.

    Si passa infine dalla protesta alla proposta, il libro, infatti, non è solo un’analisi critica, ma rappresenta un manifesto per futuri indirizzi e suggerisce che la comprensione di questi fenomeni è il primo passo per trasformare l’indignazione in partecipazione consapevole.

Nel volume Rabbia Social-e le riflessioni sui temi sociali e psicologici dei giovani si intrecciano costantemente al mondo dell’arte, poiché l’arte viene vista come il linguaggio privilegiato per dare forma e senso al disagio giovanile. Si evidenzia poi come per i giovani il web non sia solo un mezzo di comunicazione, ma rappresenti un’estensione del sé; i risultati della ricerca riportati mostrano, per altro verso, come la pandemia abbia accelerato un processo di analfabetismo emotivo: i giovani, privati del confronto fisico, usano i social per manifestare una rabbia che spesso non sanno nominare. In un mondo poi che non offre certezze lavorative o identitarie, la rabbia diventa «un modo per sentirsi esistenti». Nel libro è analizzato il nesso tra l’uso intensivo dei social e l’aumento di ansia e depressione tra gli adolescenti e la rabbia appare come il simbolo visibile di una profonda solitudine strutturale.

    Riguardo al mondo dell’arte, i curatori sostengono che l’artista ha come il compito di intercettare la rabbia nell’aria e trasformarla in un’immagine o un’opera che induca alla riflessione invece che alla violenza. Il volume è arricchito da contributi visivi che fungono da contrappunto ai saggi sociologici. L’arte contemporanea viene presentata come un linguaggio che permette di comunicare tra generazioni diverse, superando le barriere della comunicazione verbale spesso violenta dei social, gli autori ritengono infatti che la bellezza e la creatività siano preziosi anticorpi, efficaci contro l’odio online. L’arte non deve essere quindi elitaria, ma deve tornare a parlare dei problemi collettivi per aiutare i giovani a dare una forma estetica (e quindi controllata) delle loro pulsioni.

    Il libro è stato pubblicato nel 2024 e suscita un notevole interesse a partire dal mondo dell'arte, dalle persone che frequentano la Società delle Belle Arti - Circolo dgli Artisti "Casa di Dante", dove avviene la presentazione di "Rabbia social-e". Sono argomenti oggi, da riprendere ancora e approfondire ulteriormente con la comune partecipazione di artisti, ricercatori, umanisti, anche alla luce della lettera enciclica "Magnifica Humanitas" di paa Leone XIV "sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale". Un articolo di oggi su "L'Avvenire", di Antonio Spadaro, porta il titolo quanto mai significativo "Il genio creativo come resistenza all'algoritmo. L'arte ci salverà.". Nel sottotitolo la prima spiegazione: "Dove l'algoritmo ottimizza, accelera e replica, l'uomo si espone al rischio, alla lentezza, all'errore, alla trasformazione. E' dall'attraversamento del limite - mai codificabile - che nasce la nostra capacità di dire qualcosa di profetico sulla realtà attraverso la musica, la pittura, persino il cinema. E lo facciamo col cuore, col corpo, con le nostre storie, non solo con l'intelligenza. Che non può essere assolutizzata." 

    Si pò dire che sugli argomenti di questa sera "i lavori sono in corso", richiedono un forte, comune impegno di approfondimeto, di confronto, di partecipazione critica e responsabile, da parte delle associazioni culturali, artistiche, di ricerca. L'auspicio è che nei prossimi tempi fioriscano nuovi appuntamenti e incontri, nuove pubblicazioni, come quello di oggi.



Franco Margari e Alessio Gensini






Letture a cura di Sandra Vigiani 












 

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