Il commento del poeta Pietro Brogi
Roberto Mosi, Ritorni, Editore Giuliano Ladolfi, Febbraio 2026
“Ritornare”, “Ricordare”, “Rivivere”,
tre parole che condividono il prefisso ‘ri’ di ripetizione.
Ricordare, cioè occupare di nuovo il cuore con qualcosa che ci abbia
colpito in un passato anche lontano, e questo significa anche confrontarsi con
i ricordi, rivivere te stesso, con quanto è cambiato sia in te sia nell’oggetto
del ricordo, e le sensazioni possono essere diverse, non sempre peggiori, anche
se il ritorno in luoghi dell’infanzia è più facile che susciti nostalgia per
quelle cose che non ci sono più, piuttosto che vedere le nuove cose come
migliori, in particolare per il poeta
che aveva vissuto la sua infanzia al confine della città, che poteva con
lo sguardo abbracciare la campagna e poi oltre, arrivare fino alle colline. Una
città che si affacciava a quel margine, che lo conteneva senza però
accerchiarlo, un tempo che Roberto Mosi
viveva con occhi diversi, da fanciullo che si affacciava alla vita, certo di
potervi partecipare in un contesto di una città, Firenze, ricca di storia, di
architettura, di opere d’arte, di splendide ville, che anche se destinate ad
accogliere pochi fortunati, contribuivano e contribuiscono a mantenere un alto
profilo di questa città, comunque nel ricordo di un passato attraverso quelle semplici
cose, come il vento che scompigliava le chiome degli alberi ed anche faceva
ondeggiare le spighe di grano dei campi che circondavano la sua casa nella zona
appena fuori S. Jacopino.
I versi delle poesie si stagliano
brevi, di sette, otto sillabe, pochissimi superano le dieci, spezzati a volte
da inarcature che mantengono il significato in sospeso fino al verso
successivo.
Il Vento (pag. 9) che si affaccia
prepotentemente dando il titolo alla prima poesia della raccolta, quel vento
che faceva ondeggiare le spighe che è visto anche nella sua presenza attuale,
mentre si avventa contro i vetri del palazzo di giustizia, e che funge da
elemento di continuità di un diverso presente.
Anche il Sole (pag. 15), terza
poesia, con la sua superficie rovente, i suoi raggi che infiammano i vetri
della finestra della casa, accentua la somiglianza di Monte Morello con un
vulcano che il poeta, nella sua fantasia, immagina eruttare lava di fuoco e fa
tornare alla mente le passeggiate fino alla vetta del gruppo dei ragazzi che,
con il poeta, passava la notte
all’aperto aspettando l’alba che faceva di nuovo spuntare quel sole dalle Alpi
del Giogo.
Acqua sesta poesia (pag 24) ci riporta
prepotentemente al presente con le auto, i supermercati, il lago e la collina
artificiale del parco di S Donato, un tempo palude e foresta. Un anelito di
speranza la festa degli alberi, con il suo seguito di bandiere ed aquiloni che simboleggiano
e ricercano quella pace così lontana.
Poesia (pag 27) si tracciano ricordi
di storia romana nei nomi dei luoghi : Quarto,Quinto, Sesto, di armonia nelle
ville dei Medici. Di Petraia, simboli della potenza e del potere di classi
privilegiate, contrapposte a periferie di nuovi insediamenti, di grigiore industriale,
di caos di traffico, poi il cimitero con
le spoglie del poeta, Mario Luzi, faro che illumina e guida , con la sua poesia,
la poesia di Roberto Mosi.
La silloge si conclude con la poesia
che dà il nome alla raccolta: Ritorni (pag. 42) in exergo i vv 94-100
dell’inferno di Dante con la scelta di Ulisse di prolungare il
proprio viaggio alla ricerca della comprensione del mondo, un arricchimento di
conoscenza che faceva superare anche l’amore e la nostalgia per il padre, la
moglie Penelope, il figlio. Così elenca Roberto Mosi le immagini della sua
terra, fissate nel suo cuore grazie a tutti gli elementi naturali ed
elementari, come il vento, il sole, l’acqua, i suoni ed anche la poesia del
Maestro da lui menzionato nella omonima ‘poesia’ e che lo hanno accompagnato
nel suo viaggio di ritorno ed unicamente il viaggio rimane, per dare uno
scopo, rimane nella sua voglia di
scoperta e riscoperta, non invece l’arrivo ad una realtà profondamente
cambiata, talvolta deludente, ma solo la malinconia per quanto perso potrà
indurre ad interrompere quel viaggio, potrà portare ad un naufragio in questa
sete di conoscenza.
Le Poesie sono seguite da un sommario
dei luoghi menzionati nelle stesse, fornendo un utile richiamo per
intraprendere un cammino, percorrendo ogni luogo incontrato, facendo tesoro di una conoscenza di base sia storica sia
artistica.
Pietro Brogi aprile 2026



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