venerdì 17 aprile 2026

Ritornare a Firenze/Itaca, al Quartiere dell'infanzia - La Camerata dei Poeti venerdì 24- 4 presenta "Ritorni" di Roberto Mosi, Ladolfi Ed. - Il contributo del poeta Pietro Brogi - Biblioteca Mario Luzi Firenze


 


Il commento del poeta Pietro Brogi

Roberto Mosi, Ritorni, Editore Giuliano Ladolfi, Febbraio 2026

 

“Ritornare”, “Ricordare”, “Rivivere”, tre parole che condividono il prefisso ‘ri’ di ripetizione.

  Ricordare, cioè occupare di nuovo il cuore con qualcosa che ci abbia colpito in un passato anche lontano, e questo significa anche confrontarsi con i ricordi, rivivere te stesso, con quanto è cambiato sia in te sia nell’oggetto del ricordo, e le sensazioni possono essere diverse, non sempre peggiori, anche se il ritorno in luoghi dell’infanzia è più facile che susciti nostalgia per quelle cose che non ci sono più, piuttosto che vedere le nuove cose come migliori, in particolare per il poeta  che aveva vissuto la sua infanzia al confine della città, che poteva con lo sguardo abbracciare la campagna e poi oltre, arrivare fino alle colline. Una città che si affacciava a quel margine, che lo conteneva senza però accerchiarlo, un tempo  che Roberto Mosi viveva con occhi diversi, da fanciullo che si affacciava alla vita, certo di potervi partecipare in un contesto di una città, Firenze, ricca di storia, di architettura, di opere d’arte, di splendide ville, che anche se destinate ad accogliere pochi fortunati, contribuivano e contribuiscono a mantenere un alto profilo di questa città, comunque nel ricordo di un passato attraverso quelle semplici cose, come il vento che scompigliava le chiome degli alberi ed anche faceva ondeggiare le spighe di grano dei campi che circondavano la sua casa nella zona appena fuori S. Jacopino.

I versi delle poesie si stagliano brevi, di sette, otto sillabe, pochissimi superano le dieci, spezzati a volte da inarcature che mantengono il significato in sospeso fino al verso successivo.

Il Vento (pag. 9) che si affaccia prepotentemente dando il titolo alla prima poesia della raccolta, quel vento che faceva ondeggiare le spighe che è visto anche nella sua presenza attuale, mentre si avventa contro i vetri del palazzo di giustizia, e che funge da elemento di continuità di un diverso presente.

Anche il Sole (pag. 15), terza poesia, con la sua superficie rovente, i suoi raggi che infiammano i vetri della finestra della casa, accentua la somiglianza di Monte Morello con un vulcano che il poeta, nella sua fantasia, immagina eruttare lava di fuoco e fa tornare alla mente le passeggiate fino alla vetta del gruppo dei ragazzi che, con il  poeta, passava la notte all’aperto aspettando l’alba che faceva di nuovo spuntare quel sole dalle Alpi del Giogo.

Acqua sesta poesia (pag 24) ci riporta prepotentemente al presente con le auto, i supermercati, il lago e la collina artificiale del parco di S Donato, un tempo palude e foresta. Un anelito di speranza la festa degli alberi, con il suo seguito di bandiere ed aquiloni che simboleggiano e ricercano quella pace così lontana.

 Poesia (pag 27) si tracciano ricordi di storia romana nei nomi dei luoghi : Quarto,Quinto, Sesto, di armonia nelle ville dei Medici. Di Petraia, simboli della potenza e del potere di classi privilegiate, contrapposte a periferie di nuovi insediamenti, di grigiore industriale, di caos di traffico,  poi il cimitero con le spoglie del poeta, Mario Luzi, faro che illumina e guida , con la sua poesia, la poesia di Roberto Mosi.

La silloge si conclude con la poesia che dà il nome alla raccolta: Ritorni  (pag. 42) in exergo i vv 94-100 dell’inferno  di Dante  con la scelta di Ulisse di prolungare il proprio viaggio alla ricerca della comprensione del mondo, un arricchimento di conoscenza che faceva superare anche l’amore e la nostalgia per il padre, la moglie Penelope, il figlio. Così elenca Roberto Mosi le immagini della sua terra, fissate nel suo cuore grazie a tutti gli elementi naturali ed elementari, come il vento, il sole, l’acqua, i suoni ed anche la poesia del Maestro da lui menzionato nella omonima ‘poesia’ e che lo hanno accompagnato nel suo viaggio di ritorno ed unicamente il viaggio rimane, per dare uno scopo,  rimane nella sua voglia di scoperta e riscoperta, non invece l’arrivo ad una realtà profondamente cambiata, talvolta deludente, ma solo la malinconia per quanto perso potrà indurre ad interrompere quel viaggio, potrà portare ad un naufragio in questa sete di conoscenza.   

Le Poesie sono seguite da un sommario dei luoghi menzionati nelle stesse, fornendo un utile richiamo per intraprendere un cammino, percorrendo ogni luogo incontrato, facendo tesoro di  una conoscenza di base sia storica sia artistica.

Pietro Brogi aprile 2026


Nessun commento:

Posta un commento