mercoledì 22 aprile 2026

Roberto Mosi, "I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze", Pontecorboli - Biblioteca Buonarroti: i saluti del Presidente del Q5, del'ass. Novoli Bene Comune - La presentazione di Sonia Salsi, i disegni di Enrico Guerrini

Il gatto della Biblioteca

Chiara Cantini, Associazione Novoli Bene Comune

Il saluto del Presidente del Quartiere 5

Sonia Salsi, Roberto Mosi e Chiara Cantini

Enrico Guerrini, La partenza dei crociati fiorentini per la Terza Crociata

 

Demidoff e i ragazzi dell'Istituto

Matilde Bonaparte arriva a Parigi




Le meravigli del parco della Villa Matilde Demidoff

Matilde Bonaparte scrive le sue memorie


Il matrimonio di Matilde Bonaparte e Anatolio Demidoff




La Villa Demidoff, oggi

Il monumento a Nicola Demidoff. In primo piano la figura della Misericordia

Nicola Demidoff




Anatolio Demidoff

L' Odeon di via San Donato

La chiesa di San Donato in Polverosa

Il motto dei Demidoff: ACTA NON VERBA

Ritratto di Matilde Bonaparte conservato a Versailles

La Centrale Termica dell'ex Stabilimento Fiat, ristrutturata

Sala da pranzo del Salotto parigino di Matilde Bonaparte

La celebre collana dei sette fili donata da Napoleone a Matilde


Roberto Mosi, I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze, Angelo Pontecorboli Editore, 2026

La linea della tramvia per l’aeroporto di Firenze, dopo aver superato il ponte “Margherita Hack” sopra il Mugnone, raggiunge la fermata “Università-San Donato”. Se andiamo dalla parte di San Donato, ci mettiamo sulle tracce, in una zona della città a forte crescita edilizia negli ultimi decenni, di un mondo in gran parte scomparso: villa Demidoff e il suo parco che duecento anni fa brillava di una bellezza straordinaria, ricca di tesori e di opere d’arte, indicata come la Versailles della Toscana o la seconda reggia dopo Palazzo Pitti. Sembra di rivivere la storia del Castello della Bella Addormentata sepolto dai rovi per il lungo abbandono e caduto in un sonno profondo. La protagonista di questa storia è la famiglia Demidoff originaria della Russia che, con un forte spirito imprenditoriale, accumulò ingentissime ricchezze e si distinse, prima in Russia e poi in Italia, per il suo mecenatismo e per i suoi interventi sociali. Nicola Demidoff fu il primo della famiglia a stabilirsi a Firenze (1822), fondò una vera e propria dinastia toscana; avviò i lavori per la costruzione della villa di San Donato. Di particolare interesse la ricerca di circondarsi di opere d’arte, di collezionare testimonianze del passato, di essere attivi sul mercato della committenza nei vari luoghi ove i Demidoff soggiornarono, dagli Urali, a San Pietroburgo, a Mosca, a Parigi, a Roma. Oggi i Demidoff sembrano “essere svaniti nel nulla tanto poco rimane tra noi di loro tangibile ricordo: essi facevano parte di una società di cultura e modi internazionali o meglio, per i tempi, europei; una società che realizzava una unità dell’Europa, dall’Atlantico agli Urali”. È disponibile però, specie da tempi recenti, una importante bibliografia, con opere di studiosi impegnati nello studio della famiglia Demidoff, degli scambi fra Russia ed Italia nella Toscana e nell’Europa dell’800. È di rilievo la pubblicazione I Demidoff a Firenze e in Toscana, Olschki 1996, curata da Lucia Tonini, che raccoglie i risultati di un convegno che vide la partecipazione di studiosi italiani e russi e conferma come la presenza a Firenze dei Demidoff ha indubbiamente significato un’ulteriore occasione di apertura internazionale per la città. Riguardo all’area di San Donato, vari passaggi del libro illustrano i caratteri straordinari della villa Demidoff: la proprietà si estendeva per 45 ettari, l’edificio centrale era composto da un gran corpo di fabbrica delimitato alle estremità da due ali e sul fronte dell’edificio emergeva una grande cupola in malachite, materiale prezioso proveniente dalla Siberia, che copriva la sala da ballo del piano nobile. Fu costruito nei pressi della villa l’Odeon, una grande sala per concerti musicali, formata da un vasto vano cilindrico sormontato da una cupola “eseguita senza armatura”; si segnalavano anche una scuderia per 50 cavalli, una rimessa per 50 carrozze, due fattorie per l’allevamento degli animali, grandi serre con le piante più preziose, un parco con prati, corsi d’acqua, ponti, isole grotte. La Galleria d’arte era ritenuta una delle più ricche d’Europa, con collezioni d’arte classica e di arte europea contemporanea; nella confinante chiesa di San Donato era posta la biblioteca con 40.00 volumi, un patrimonio culturale che in varie vendite successive, all’asta, è andato disperso nei più diversi paesi del mondo; 40 di questi libri sono stati acquisiti dalla biblioteca della Galleria degli Uffizi: interessa ora ricordare il libro Delle Pie Opere ed Istituzioni Demidoff in Firenze (1848), che illustra l’impegno per le scuole popolari di mutuo insegnamento, ispirate a moderni criteri di insegnamento e di cura della salute degli scolari. Riteniamo, dunque, che questo capitale di conoscenze e di memorie che si è andato formando e che richiede un attento approfondimento nel tempo, sia – al di là del recente recupero edilizio, da parte di privati, di alcune parti della villa di San Donato - da porre in valore, da far conoscere, divulgare, avvalendosi anche degli ultimi strumenti resi disponibili dalle tecniche informatiche di oggi, con un progetto organico di recupero della documentazione riguardo ad  una stagione importante sia per la storia e la cultura  dell’Europa e della città sia per la conoscenza di una pagina importante del nostro rapporto con il popolo russo, la sua storia e la sua cultura. Sarebbe opportuno individuare un luogo nello stesso quartiere di San Donato, che vide lo splendore della villa dei Demidoff, al quale fare riferimento per questo progetto: forse potrebbe essere lo stesso edificio dell’Odeon e la grande sala dove la famiglia giunta dalle lontane terre russe, dava vita a spettacoli memorabili, presentati da personaggi e artisti provenienti da tutto il mondo.


Nessun commento:

Posta un commento