La linea della tramvia
per l’aeroporto di Firenze, dopo aver superato il ponte “Margherita Hack” sopra
il Mugnone, raggiunge la fermata “Università-San Donato”. Se andiamo dalla
parte di San Donato, ci mettiamo sulle tracce, in una zona della città a forte
crescita edilizia negli ultimi decenni, di un mondo in gran parte scomparso:
villa Demidoff e il suo parco che duecento anni fa brillava di una bellezza
straordinaria, ricca di tesori e di opere d’arte, indicata come la Versailles
della Toscana o la seconda reggia dopo Palazzo Pitti. Sembra di rivivere la
storia del Castello della Bella Addormentata sepolto dai rovi per il
lungo abbandono e caduto in un sonno profondo. La protagonista di questa storia
è la famiglia Demidoff
originaria della Russia che, con un forte spirito imprenditoriale, accumulò
ingentissime ricchezze e si distinse, prima in Russia e poi in Italia, per il
suo mecenatismo e per i suoi interventi sociali. Nicola Demidoff fu il primo
della famiglia a stabilirsi a Firenze (1822), fondò una vera e propria dinastia
toscana; avviò i lavori per la costruzione della villa di San Donato. Di
particolare interesse la ricerca di circondarsi di opere d’arte, di
collezionare testimonianze del passato, di essere attivi sul mercato della
committenza nei vari luoghi ove i Demidoff soggiornarono, dagli Urali, a San
Pietroburgo, a Mosca, a Parigi, a Roma. Oggi i Demidoff sembrano “essere
svaniti nel nulla tanto poco rimane tra noi di loro tangibile ricordo: essi
facevano parte di una società di cultura e modi internazionali o meglio, per i
tempi, europei; una società che realizzava una unità dell’Europa,
dall’Atlantico agli Urali”. È disponibile però, specie da tempi recenti, una importante
bibliografia, con opere di studiosi impegnati nello studio della famiglia
Demidoff, degli scambi fra Russia ed Italia nella Toscana e nell’Europa
dell’800. È di rilievo la pubblicazione I Demidoff a Firenze e in Toscana, Olschki
1996, curata da Lucia Tonini, che raccoglie i risultati di un convegno che vide
la partecipazione di studiosi italiani e russi e conferma come la presenza a
Firenze dei Demidoff ha indubbiamente significato un’ulteriore occasione di
apertura internazionale per la città. Riguardo all’area di San Donato, vari
passaggi del libro illustrano i caratteri straordinari della villa Demidoff: la
proprietà si estendeva per 45 ettari, l’edificio centrale era composto da un
gran corpo di fabbrica delimitato alle estremità da due ali e sul fronte
dell’edificio emergeva una grande cupola in malachite, materiale prezioso proveniente
dalla Siberia, che copriva la sala da ballo del piano nobile. Fu costruito nei
pressi della villa l’Odeon, una grande sala per concerti musicali, formata da
un vasto vano cilindrico sormontato da una cupola “eseguita senza armatura”; si
segnalavano anche una scuderia per 50 cavalli, una rimessa per 50 carrozze, due
fattorie per l’allevamento degli animali, grandi serre con le piante più
preziose, un parco con prati, corsi d’acqua, ponti, isole grotte. La Galleria
d’arte era ritenuta una delle più ricche d’Europa, con collezioni d’arte
classica e di arte europea contemporanea; nella confinante chiesa di San Donato
era posta la biblioteca con 40.00 volumi, un patrimonio culturale che in varie
vendite successive, all’asta, è andato disperso nei più diversi paesi del
mondo; 40 di questi libri sono stati acquisiti dalla biblioteca della Galleria
degli Uffizi: interessa ora ricordare il libro Delle Pie Opere ed Istituzioni Demidoff in Firenze (1848), che illustra l’impegno per le
scuole popolari di mutuo insegnamento, ispirate a moderni criteri di insegnamento
e di cura della salute degli scolari. Riteniamo, dunque, che questo capitale di
conoscenze e di memorie che si è andato formando e che richiede un attento
approfondimento nel tempo, sia – al di là del recente recupero edilizio, da
parte di privati, di alcune parti della villa di San Donato - da porre in
valore, da far conoscere, divulgare, avvalendosi anche degli ultimi strumenti
resi disponibili dalle tecniche informatiche di oggi, con un progetto organico
di recupero della documentazione riguardo ad una stagione importante sia per la storia e la
cultura dell’Europa e della città sia per
la conoscenza di una pagina importante del nostro rapporto con il popolo russo,
la sua storia e la sua cultura. Sarebbe opportuno individuare un luogo nello
stesso quartiere di San Donato, che vide lo splendore della villa dei Demidoff,
al quale fare riferimento per questo progetto: forse potrebbe essere lo stesso
edificio dell’Odeon e la grande sala dove la famiglia giunta dalle lontane
terre russe, dava vita a spettacoli memorabili, presentati da personaggi e artisti
provenienti da tutto il mondo.
Roberto Mosi si interessa di poesia e fotografia. Per la poesia ha pubblicato Sinfonia per San Salvi (Il Foglio 2020), Orfeo in Fonte Santa (Ladolfi 2019), Il profumo dell’iris (Gazebo 2018), Navicello Etrusco (Il Foglio 2018), Eratoterapia (Ladolfi 2017), Poesie 2009-2016 (Ladolfi 2016). L’autore ha realizzato mostre di fotografia presso caffè letterari, biblioteche, sale di esposizione. Cura i Blog: www.robertomosi.it e www.poesia3002.blogspot.it .
mercoledì 22 aprile 2026
Roberto Mosi, "I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze", Pontecorboli - Biblioteca Buonarroti: i saluti del Presidente del Q5, del'ass. Novoli Bene Comune - La presentazione di Sonia Salsi, i disegni di Enrico Guerrini
Il gatto della Biblioteca
Chiara Cantini, Associazione Novoli Bene Comune
Il saluto del Presidente del Quartiere 5
Sonia Salsi, Roberto Mosi e Chiara Cantini
Enrico Guerrini, La partenza dei crociati fiorentini per la Terza Crociata
Demidoff e i ragazzi dell'Istituto
Matilde Bonaparte arriva a Parigi
Le meravigli del parco della Villa Matilde Demidoff
Matilde Bonaparte scrive le sue memorie
Il matrimonio di Matilde Bonaparte e Anatolio Demidoff
La Villa Demidoff, oggi
Il monumento a Nicola Demidoff. In primo piano la figura della Misericordia
Nicola Demidoff
Anatolio Demidoff
L' Odeon di via San Donato
La chiesa di San Donato in Polverosa
Il motto dei Demidoff: ACTA NON VERBA
Ritratto di Matilde Bonaparte conservato a Versailles
La Centrale Termica dell'ex Stabilimento Fiat, ristrutturata
Sala da pranzo del Salotto parigino di Matilde Bonaparte
La celebre collana dei sette fili donata da Napoleone a Matilde
Roberto Mosi, I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze, Angelo Pontecorboli Editore, 2026
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