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domenica 29 marzo 2026

I BARBARI alle porte della città romana di FLORENTIA - Il libro: Roberto Mosi, "BARBARI. Dalle steppe a Florentia, alla porta ad Aquilonem", Masso delle Fate Edizioni

 




Roberto Mosi, BARBARI. Dalle steppe a Florentia, alla porta ad Aquilonem, 

Masso delle Fate Edizioni

 

Il romanzo storico è dedicato all’invasione dei barbari guidati dal re ostrogoto Radagaiso in Italia negli anni 405-406 e alla vittoria presso Fiesole che riportò su di essi il generale romano Stilicone. L’autore, nelle vesti di un romano, già ufficiale dell’esercito, che risiede in una villa della campagna fiesolana, partecipa alle vicende di quegli anni, con uno sguardo attento allo scorrere degli eventi dell’epoca.

Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, Vasari intese rappresentare le glorie politiche e militari dei Medici, illustrando anche pagine epiche dell'antica storia della Toscana. Fra queste mi ha sempre colpito “La vittoria sul re barbaro Radagaiso” (406 d.C.), uno dei quadri che compongono il ciclo pittorico vasariano. Le figure del re barbaro arrivato fino alle mura di Firenze dalle lontane terre presso il Danubio e del generale Stilicone, comandante dell’esercito romano, che lo sconfisse, hanno avuto una forte risonanza nella storia di Roma, nei racconti e nelle leggende. La sanguinosa battaglia che si combatté nella valle del Mugnone, presso Fiesole, fu l’ultima vittoria dell’impero romano contro i barbari, prima della disfatta definitiva.

Un giorno camminando nei pressi di Fiesole, mi sono imbattuto nel cartello che indicava il “Sentiero di Stilicone”. È come se avessi trovato un riscontro concreto all'opera del Vasari e ho cominciato ad approfondire quegli avvenimenti e alcuni aspetti di quel periodo che sono rimasti come in disparte perché l’attenzione degli storici si è rivolta, soprattutto, alla città medievale di Dante Alighieri e all’epoca rinascimentale.

Oltre alla raccolta di documenti e pubblicazioni sul tema, mi piace visitare i luoghi che hanno visto quegli avvenimenti e percorrere a piedi, in compagnia della mia canina Gilda, i sentieri che li attraversano, sul crinale delle colline oltre Fiesole e nella valle del Mugnone, dove posero le tende i barbari arrivati a migliaia e migliaia e dove si scontrarono con i soldati romani; una piccola valle dove scorre in basso il fiume, mi siedo sulle sue rive, chiudo gli occhi e sento ancora l’eco di quella furiosa battaglia, le urla dei guerrieri, il cozzo feroce delle armi, il lamento dei feriti.

Questi interessi sono diffusi, condivisi da cittadini e da associazioni; il segno più evidente è rappresentato dalla realizzazione nel comune di Fiesole del percorso escursionistico “Il sentiero di Stilicone”.

L’interesse per queste vicende dell’inizio del V secolo è coltivato da varie pubblicazioni e dai social media, che presentano racconti e leggende, sviluppate intorno a quegli eventi, con svariate immagini dei luoghi e dei personaggi; immagini riprese dalla iconografia classica o contemporanee, nella forma dei fumetti.

Nella mia opera collego episodi locali e personaggi storici e di fantasia ad un contesto storico generale come se mi ponessi in alto, sulla cima delle colline e osservassi lo svolgersi degli avvenimenti, gli scontri fra le fazioni civili e religiose, in un paesaggio rimasto sostanzialmente invariato e l'irrompere in questo mondo dei barbari arrivati dalle steppe cinte dall’oceano dei ghiacci.

Una posizione in alto, dunque, che è anche oggi da mantenere, per osservare, e comprendere, eventi, situazioni, legati a popoli che lasciano le loro terre, che emigrano e, al loro arrivo, trovano nuovi barbari.




 













venerdì 3 febbraio 2012

III. Maria Pia Moschini for "The invasion of starlings" by R. Mosi, Gazebo Edizioni, preface by Giuseppe Panella


"Il Gigante della Valle dell'Inferno" - Foto R. Mosi

Maria Pia Moschini per "L' invasione degli storni" di R. Mosi, Gazebo Edizioni, prefazione di Giuseppe Panella

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"I racconti poetici di Roberto Mosi, racchiusi nel bel libro “L’invasione degli storni”, appaiono come un diario di viaggio , una ricerca attenta di luoghi dell’anima che appaiono come non luoghi tanto si dissolvono e si concentrano, proprio come gli storni sui cieli delle nostre città, una visitazione dell’eterno presente che fa coincidere vita e morte, in un unico grande volo.

La natura si fa leggere attraverso i dettagli, si rivela in figure simboliche : la cornacchia, gli storni stessi…volatili intelligenti, abitatori di quei campi morfici che lo scienziato Rupert Sheldrake considera modificatori della nostra mente per quella forma di telepatia che si viene a instaurare fra animali e uomo, ma si pensa anche fra natura e oggetti, e che dà origine alla mente estesa. Un dialogo infinito, un mezzo di comunicazione universale che collega il visibile con l’invisibile.
La citazione di Casetta di Tiara, insediamento umano antichissimo nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano, dove ancora si parla il “casettino”, un linguaggio antichissimo, appare ad un lettore ignaro come una metafora del poeta, racchiuso nel suo idioma. In questi racconti, Gabriella è avvolta dal non vissuto, la sua vita di un solo giorno racchiude tutte le ere del mondo , il possibilismo radioso dell’infinito esistere che diviene aureola, lampada votiva .
La malattia del poeta penetra invece nei contenuti poetici con immagini definite, esatte: le chiome dei pini ondeggiano oltre i vetri della finestra e l’Ospedale prende il volo, si dilata, conduce nell’Oltre. Il Cinema invece sposta i racconti nel buio di una sala popolata di fantasmi. Gli attori di un tempo dialogano con il poeta, compagni di viaggio senza tempo che si librano in un clima magico e rappresentano la vita nelle sue dimensioni polimorfiche. Il testo teatrale finale è un dialogo ironico e vivace che riassume le tematiche del libro e fa riferimento a luoghi “certi”, dove un abitante di Firenze può specchiarsi.

E’questo libro un volteggiar di storni, un passaggio da una configurazione all’altra in modo veloce e sintetico. Rimangono negli occhi immagini naturalistiche bellissime, fortemente evocative, un libro interessante e composito che appare come uno scrigno prezioso e ricco di suggestioni per un lettore attento che ami la condivisione."


Maria Pia Moschini, Redattrice della Rivista Area di Broca di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti
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