Le biblioteche di
Firenze nell’agorà della memoria. 1945 – 2025
R. M.
Nell’ottantesimo anniversario della Resistenza, il progetto
Memorie di Resistenza fiorentina unisce l’attività di undici biblioteche
del Comune di Firenze impegnate ognuna a presentare un tema importante, indicato
da una “parola guida”, in collaborazione con l’Istituto storico toscano della
Resistenza. L’insieme degli interventi dà vita ad un sistema che permette ad
ogni cittadino interessato di conoscere storie, episodi, trame di vita, vissute
in quei giorni di guerra e di essere partecipe del progetto con ricordi e con
documenti che sono nella sua disponibilità.
Le linee del progetto sono ben articolate, meritano di
essere approfondite, come intervento esemplare. Le storie, accompagnate da
documenti, fotografie, audio e video, vengono a far parte della raccolta dei
documenti, grazie al contributo dei testimoni, degli storici, delle famiglie;
si creano così percorsi tra persone e luoghi, utili per costruire nuovi
itinerari cittadini, per dare valore ad un patrimonio di memoria storica
collettiva. Sul sito del progetto Memorie di Resistenza fiorentina sono
raccolti episodi più o meno noti di partigiani e partigiane, degli internati
militari e degli ebrei, degli operai e delle operaie negli scioperi del 1944,
delle vittime senza nome dei bombardamenti alleati e delle esecuzioni sommarie,
dei deportati e torturati nelle “Ville Tristi”, vissute dall'8 settembre 1943
fino ai giorni della “battaglia di Firenze", terminata il 1° settembre
1944 con la liberazione di Fiesole e dell’intero territorio fiorentino.
Le undici “parole-guida” alle quali fanno riferimento le
biblioteche comunali sono: resistenze, occupazione, scelta, bombardamenti,
insurrezione, giovani, partigiani, alleati, ponti scioperi, violenze. Ogni
biblioteca ha organizzato uno spazio specifico, con pannelli illustrativi e
scaffali che contengono il materiale bibliografico e multimediale disponibile
sul tema della Resistenza e dell’antifascismo fiorentino; risponde alle
esigenze di diffusione della conoscenza e della cultura della memoria, che non
si esaurisce con il primo allestimento ma continuerà nel tempo. Nello
spazio si trova anche un totem digitale dal quale è possibile collegarsi sul
sito web per leggere storie, guardare video e ascoltare gli audio. Una nota
particolare: da una ricerca sul catalogo del sistema bibliotecario (SDIAF),
risulta che sono oltre undicimila i libri che parlano della Resistenza.
Ho sperimentato direttamente i servizi offerti dal progetto
per accedere alla consultazione delle informazioni e per avanzare nuove
proposte, secondo la scansione dei temi generali presentati. Ho esaminato la
voce “Resistenze”, curata dalla Biblioteca delle Oblate, relativa alle “molteplici
forme di Resistenza, quella armata e quella disarmata”: mi sono soffermato
sulla storia della giovanissima Gilda La Rocca che partecipa alle attività di
Radio CO.RA., è catturata, subisce le torture della banda Carità a Villa
Triste, per essere infine deportata. La biblioteca del Palagio di Parte Guelfa ha
considerato il tema “Occupazione”, “l’arrivo dei tedeschi a Firenze, la
Repubblica Sociale Italiana, le persecuzioni, le razzie”. La storia di Cesare
Fasola “partigiano e funzionario della Soprintendenza”, è esemplare per
raccontare l’impegno per la difesa delle opere d’arte, molte delle quali
depositate, fra rischi enormi di distruzione e dispersione, in alcuni castelli
posti nelle vicinanze di Firenze.
La biblioteca Fabrizio de André, nel rione di San Jacopino,
ha illustrato “Bombardamenti”, “sulle fabbriche, le ferrovie e la città, il
terrore della popolazione, i rifugi antiaerei”: ho seguito la storia di
Guglielmo Pratesi “Veleno”, partigiano, operaio delle Officine
di Porta al Prato, distrutte dal bombardamento del 2 maggio 1944. Il tema
dell’”Insurrezione” è stato curato dalla biblioteca Mario Luzi, nel rione di
Coverciano: “la battaglia di Firenze, il suono della Martinella, il terrore”;
particolare la storia di Maria Luigia Guaita dell’organizzazione clandestina
del Partito d’Azione, staffetta partigiana.
Sorprendenti la narrazione del tema “Alleati” (una
babele di lingue libera Firenze), affidata alla biblioteca del Galluzzo, e
le storie raccolte, dell’indiano Manakempat Kesavan Unni Nayar, del
nippoamericano Joe M. Nishimoto e del neozelandese Tau Rewharewha. La
biblioteca Filippo Buonarroti, rione di Novoli, ha preso cura del tema “Scioperi”,
“disobbedienza civile in un paese occupato, la difesa delle fabbriche e dei
macchinari durante la battaglia di Firenze, la deportazione”; fra le storie, mi
sono soffermato su quella di Giuliana Serafini operaia della Manifattura
Tabacchi, fra le protagoniste del coraggioso sciopero del marzo 1944, per il
pane e per la fine della guerra. Le pagine che suscitano, infine, il più
profondo orrore, quelle dedicate alle “Violenze”, “Le Ville Tristi, il terrore
dell’occupazione, i torturatori nazifascisti”, a cura della biblioteca
dell’Orticoltura, non lontana dalla “Villa Triste” di via Bolognese. Ci
fermiamo sgomenti sulla storia di Mario Carità, e della sua banda, il più
feroce degli aguzzini, criminale di guerra, che è sorpreso da una pattuglia di
soldati americani, il 19 maggio 1945, in fuga dall’Italia, con un incredibile
bottino, in un albergo delle Dolomiti, a Castelrotto; nella sparatoria, viene
ucciso, rimane ferita l’amante e sono colpiti a morte due soldati.
Scorrendo dunque le pagine del progetto, rese nelle diverse
forme dei recenti sistemi di documentazione, si ha una fotografia viva dei
giorni di guerra nella nostra città, in ogni sua parte e nei vari momenti, si presenta
chiaramente il baratro in cui era precipitata, con il nostro Paese, Firenze,
tanto che si comprende bene il forte anelito alla pace che ha animato gli anni
successivi, la più ferma condanna della guerra.
Il principio della partecipazione permea il progetto per
diffondere la cultura della memoria, ci si rivolge a singoli soggetti o a
famiglie a diretta conoscenza delle vicende della Resistenza, per presentare
testimonianze, documenti per arricchire la base delle informazioni, viene
inoltre coinvolta la scuola con agevoli procedure di accesso ai sevizi
programmati
Credo di essere nella condizione per rispondere a questo
invito. Sono nato nei primi anni della seconda guerra mondiale e un filo rosso
lega alcuni miei ricordi ad altri, nati dal racconto di testimoni diretti delle
vicende importanti di quel periodo, ricordi che hanno dato un segno profondo
alla mia vita, vissuta fra memorie della guerra e la ricerca dell’affermazione
di un nuovo mondo di pace, di incontro con gli altri, al di là di ogni confine.
Varie schegge di memoria l’ho affidata ai versi di alcune poesie, inserite in
antologie (Poesie 2009-2016 e Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi),
che idealmente potrebbero far parte delle raccolte promosse dal progetto Memorie
di Resistenza fiorentina: le enormi fortezze volanti americane
viste con terrore da bambino sopra la mia casa, che andavano a bombardare le
Officine di Porta al Prato (poesia Porta al Prato), il racconto di mia
madre, operaia, in sciopero nel marzo 1944 contro la guerra (Manifattura
Tabacchi), il racconto di mio padre, soldato in Abissinia, testimone
diretto della strage perpetrata in un villaggio da un manipolo di camicie nere
(Ricordi), la visita ai luoghi della lotta partigiana, da Monte Morello
a Monte Giovi, a Fonte Santa, sopra il paese dell’Antella. Ho dedicato un intero poemetto, Orfeo in
Fonte Santa, Ladolfi, a questo luogo e ai sanguinosi scontri della Brigata
Sinigaglia contro i tedeschi, nei giorni prima dell’”Insurrezione” e della “Battaglia
di Firenze”. I versi del poemetto sono l’eco del racconto di mio suocero, David
Daviddi, che fece parte della Brigata e partecipò nelle sue fila, alla
liberazione di Firenze. Nel libro presento la figura di questo partigiano.
Partecipò nel 1935, insieme a un
gruppo di giovani di Antella, alla costruzione del Rifugio posto lungo la via
della Maremma vicino alla Fonte. Operaio alle Officine Galileo di Firenze, fu
condannato nel 1939 a sei anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la
Difesa dello Stato per “partecipazione ad associazione sovversiva e propaganda
comunista”. Fu detenuto nel carcere di Regina Coeli, a Roma, e a Castelfranco
Emilia. Ritornato nel paese dell’Antella, dopo l’8 settembre del ’43, partecipò
alla lotta partigiana nell’area a sud di Firenze che vide in Fonte Santa il
teatro di sanguinosi scontri alla vigilia della Liberazione.
La Resistenza è l’insieme
delle scelte di coloro che si opposero alla guerra e ai regimi nazista e
fascista che la sostennero. Venti mesi drammatici fatti di violenza, di morte,
di coraggio, il coraggio di tanti giovani, di donne e uomini, che nel caso del
partigiano David, ha radici profonde, lontane nel tempo e rappresentano il
tassello di una memoria preziosa, da non disperdere, da coltivare con cura come
baluardo contro ogni futura sopraffazione: l’impegno delle biblioteche del
comune di Firenze per il progetto Memorie di Resistenza fiorentina e dei
cittadini che ad esso hanno aderito, portano a coltivare il fiore della
speranza.
Nell’ottantesimo anniversario della Resistenza, il progetto Memorie di Resistenza fiorentina unisce l’attività di undici biblioteche del Comune di Firenze impegnate ognuna a presentare un tema importante, indicato da una “parola guida”, in collaborazione con l’Istituto storico toscano della Resistenza. L’insieme degli interventi dà vita ad un sistema che permette ad ogni cittadino interessato di conoscere storie, episodi, trame di vita, vissute in quei giorni di guerra e di essere partecipe del progetto con ricordi e con documenti che sono nella sua disponibilità.
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