mercoledì 2 aprile 2025

"25 aprile. Una data simbolo tra memoria e futuro" - Incontro 22-4 alla Biblioteca delle Oblate: presentazione del numero di Testimonianze






Le biblioteche di Firenze nell’agorà della memoria. 1945 – 2025


R. M.

 

          Nell’ottantesimo anniversario della Resistenza, il progetto Memorie di Resistenza fiorentina unisce l’attività di undici biblioteche del Comune di Firenze impegnate ognuna a presentare un tema importante, indicato da una “parola guida”, in collaborazione con l’Istituto storico toscano della Resistenza. L’insieme degli interventi dà vita ad un sistema che permette ad ogni cittadino interessato di conoscere storie, episodi, trame di vita, vissute in quei giorni di guerra e di essere partecipe del progetto con ricordi e con documenti che sono nella sua disponibilità.

          Le linee del progetto sono ben articolate, meritano di essere approfondite, come intervento esemplare. Le storie, accompagnate da documenti, fotografie, audio e video, vengono a far parte della raccolta dei documenti, grazie al contributo dei testimoni, degli storici, delle famiglie; si creano così percorsi tra persone e luoghi, utili per costruire nuovi itinerari cittadini, per dare valore ad un patrimonio di memoria storica collettiva. Sul sito del progetto Memorie di Resistenza fiorentina sono raccolti episodi più o meno noti di partigiani e partigiane, degli internati militari e degli ebrei, degli operai e delle operaie negli scioperi del 1944, delle vittime senza nome dei bombardamenti alleati e delle esecuzioni sommarie, dei deportati e torturati nelle “Ville Tristi”, vissute dall'8 settembre 1943 fino ai giorni della “battaglia di Firenze", terminata il 1° settembre 1944 con la liberazione di Fiesole e dell’intero territorio fiorentino.

          Le undici “parole-guida” alle quali fanno riferimento le biblioteche comunali sono: resistenze, occupazione, scelta, bombardamenti, insurrezione, giovani, partigiani, alleati, ponti scioperi, violenze. Ogni biblioteca ha organizzato uno spazio specifico, con pannelli illustrativi e scaffali che contengono il materiale bibliografico e multimediale disponibile sul tema della Resistenza e dell’antifascismo fiorentino; risponde alle esigenze di diffusione della conoscenza e della cultura della memoria, che non si esaurisce con il primo allestimento ma continuerà nel tempo.   Nello spazio si trova anche un totem digitale dal quale è possibile collegarsi sul sito web per leggere storie, guardare video e ascoltare gli audio. Una nota particolare: da una ricerca sul catalogo del sistema bibliotecario (SDIAF), risulta che sono oltre undicimila i libri che parlano della Resistenza.   

 

         

          Ho sperimentato direttamente i servizi offerti dal progetto per accedere alla consultazione delle informazioni e per avanzare nuove proposte, secondo la scansione dei temi generali presentati. Ho esaminato la voce “Resistenze”, curata dalla Biblioteca delle Oblate, relativa alle “molteplici forme di Resistenza, quella armata e quella disarmata”: mi sono soffermato sulla storia della giovanissima Gilda La Rocca che partecipa alle attività di Radio CO.RA., è catturata, subisce le torture della banda Carità a Villa Triste, per essere infine deportata. La biblioteca del Palagio di Parte Guelfa ha considerato il tema “Occupazione”, “l’arrivo dei tedeschi a Firenze, la Repubblica Sociale Italiana, le persecuzioni, le razzie”. La storia di Cesare Fasola “partigiano e funzionario della Soprintendenza”, è esemplare per raccontare l’impegno per la difesa delle opere d’arte, molte delle quali depositate, fra rischi enormi di distruzione e dispersione, in alcuni castelli posti nelle vicinanze di Firenze.

          La biblioteca Fabrizio de André, nel rione di San Jacopino, ha illustrato “Bombardamenti”, “sulle fabbriche, le ferrovie e la città, il terrore della popolazione, i rifugi antiaerei”: ho seguito la storia di Guglielmo Pratesi “Veleno”, partigiano, operaio delle Officine di Porta al Prato, distrutte dal bombardamento del 2 maggio 1944. Il tema dell’”Insurrezione” è stato curato dalla biblioteca Mario Luzi, nel rione di Coverciano: “la battaglia di Firenze, il suono della Martinella, il terrore”; particolare la storia di Maria Luigia Guaita dell’organizzazione clandestina del Partito d’Azione, staffetta partigiana.

          Sorprendenti la narrazione del tema “Alleati” (una babele di lingue libera Firenze), affidata alla biblioteca del Galluzzo, e le storie raccolte, dell’indiano Manakempat Kesavan Unni Nayar, del nippoamericano Joe M. Nishimoto e del neozelandese Tau Rewharewha. La biblioteca Filippo Buonarroti, rione di Novoli, ha preso cura del tema “Scioperi”, “disobbedienza civile in un paese occupato, la difesa delle fabbriche e dei macchinari durante la battaglia di Firenze, la deportazione”; fra le storie, mi sono soffermato su quella di Giuliana Serafini operaia della Manifattura Tabacchi, fra le protagoniste del coraggioso sciopero del marzo 1944, per il pane e per la fine della guerra. Le pagine che suscitano, infine, il più profondo orrore, quelle dedicate alle “Violenze”, “Le Ville Tristi, il terrore dell’occupazione, i torturatori nazifascisti”, a cura della biblioteca dell’Orticoltura, non lontana dalla “Villa Triste” di via Bolognese. Ci fermiamo sgomenti sulla storia di Mario Carità, e della sua banda, il più feroce degli aguzzini, criminale di guerra, che è sorpreso da una pattuglia di soldati americani, il 19 maggio 1945, in fuga dall’Italia, con un incredibile bottino, in un albergo delle Dolomiti, a Castelrotto; nella sparatoria, viene ucciso, rimane ferita l’amante e sono colpiti a morte due soldati.

          Scorrendo dunque le pagine del progetto, rese nelle diverse forme dei recenti sistemi di documentazione, si ha una fotografia viva dei giorni di guerra nella nostra città, in ogni sua parte e nei vari momenti, si presenta chiaramente il baratro in cui era precipitata, con il nostro Paese, Firenze, tanto che si comprende bene il forte anelito alla pace che ha animato gli anni successivi, la più ferma condanna della guerra.

          Il principio della partecipazione permea il progetto per diffondere la cultura della memoria, ci si rivolge a singoli soggetti o a famiglie a diretta conoscenza delle vicende della Resistenza, per presentare testimonianze, documenti per arricchire la base delle informazioni, viene inoltre coinvolta la scuola con agevoli procedure di accesso ai sevizi programmati

          Credo di essere nella condizione per rispondere a questo invito. Sono nato nei primi anni della seconda guerra mondiale e un filo rosso lega alcuni miei ricordi ad altri, nati dal racconto di testimoni diretti delle vicende importanti di quel periodo, ricordi che hanno dato un segno profondo alla mia vita, vissuta fra memorie della guerra e la ricerca dell’affermazione di un nuovo mondo di pace, di incontro con gli altri, al di là di ogni confine. Varie schegge di memoria l’ho affidata ai versi di alcune poesie, inserite in antologie (Poesie 2009-2016 e Amo le parole. Poesie 2017-2023, Ladolfi), che idealmente potrebbero far parte delle raccolte promosse dal progetto Memorie di Resistenza fiorentina: le enormi fortezze volanti americane viste con terrore da bambino sopra la mia casa, che andavano a bombardare le Officine di Porta al Prato (poesia Porta al Prato), il racconto di mia madre, operaia, in sciopero nel marzo 1944 contro la guerra (Manifattura Tabacchi), il racconto di mio padre, soldato in Abissinia, testimone diretto della strage perpetrata in un villaggio da un manipolo di camicie nere (Ricordi), la visita ai luoghi della lotta partigiana, da Monte Morello a Monte Giovi, a Fonte Santa, sopra il paese dell’Antella.  Ho dedicato un intero poemetto, Orfeo in Fonte Santa, Ladolfi, a questo luogo e ai sanguinosi scontri della Brigata Sinigaglia contro i tedeschi, nei giorni prima dell’”Insurrezione” e della “Battaglia di Firenze”. I versi del poemetto sono l’eco del racconto di mio suocero, David Daviddi, che fece parte della Brigata e partecipò nelle sue fila, alla liberazione di Firenze. Nel libro presento la figura di questo partigiano. Partecipò nel 1935, insieme a un gruppo di giovani di Antella, alla costruzione del Rifugio posto lungo la via della Maremma vicino alla Fonte. Operaio alle Officine Galileo di Firenze, fu condannato nel 1939 a sei anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato per “partecipazione ad associazione sovversiva e propaganda comunista”. Fu detenuto nel carcere di Regina Coeli, a Roma, e a Castelfranco Emilia. Ritornato nel paese dell’Antella, dopo l’8 settembre del ’43, partecipò alla lotta partigiana nell’area a sud di Firenze che vide in Fonte Santa il teatro di sanguinosi scontri alla vigilia della Liberazione.

          La Resistenza è l’insieme delle scelte di coloro che si opposero alla guerra e ai regimi nazista e fascista che la sostennero. Venti mesi drammatici fatti di violenza, di morte, di coraggio, il coraggio di tanti giovani, di donne e uomini, che nel caso del partigiano David, ha radici profonde, lontane nel tempo e rappresentano il tassello di una memoria preziosa, da non disperdere, da coltivare con cura come baluardo contro ogni futura sopraffazione: l’impegno delle biblioteche del comune di Firenze per il progetto Memorie di Resistenza fiorentina e dei cittadini che ad esso hanno aderito, portano a coltivare il fiore della speranza.






 

 

1 commento:

  1. Nell’ottantesimo anniversario della Resistenza, il progetto Memorie di Resistenza fiorentina unisce l’attività di undici biblioteche del Comune di Firenze impegnate ognuna a presentare un tema importante, indicato da una “parola guida”, in collaborazione con l’Istituto storico toscano della Resistenza. L’insieme degli interventi dà vita ad un sistema che permette ad ogni cittadino interessato di conoscere storie, episodi, trame di vita, vissute in quei giorni di guerra e di essere partecipe del progetto con ricordi e con documenti che sono nella sua disponibilità.

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